10 consigli non richiesti sull’empowerment femminile

10 consigli non richiesti sull’empowerment femminile

10 consigli non richiesti sull’empowerment femminile e come incentivarlo (per aziende e per persone)

L’empowerment femminile è uno di quei concetti che compaiono spesso nei documenti HR e nelle presentazioni dei manager più volenterosi. Sembra tutto molto serio, molto strategico, molto ben intenzionato. Poi entri in una riunione e scopri che l’unica donna in sala è quella che prende appunti. Taaaac. Epic fail.
E allora ho deciso di raccogliere dieci consigli non richiesti, cinque per le aziende e cinque per le persone, per provare a rendere l’empowerment femminile qualcosa di un po’ più concreto e un po’ meno teorico.


Per le aziende

1. Meno slide, più spazio vero

Inserire “empowerment femminile” nei valori aziendali è ammirevole, ma non sostituisce l’unica cosa che conta davvero: lasciare spazio alle voci femminili nelle stanze dove si prendono decisioni.
Se parlano sempre gli stessi tre, la cultura non cambia. A volte è sufficiente incentivare la parola moderando il dibattito e dando spazio a tutti. Un buon leader impara a farlo.

2. Gli sponsor fanno più differenza dei mentor

Il mentoring ispira, bellissimo.
Ma lo sponsor è chi dice: “C’è questa opportunità: voglio che la prenda lei”.
È lì che l’empowerment smette di essere un concetto astratto e diventa una possibilità concreta di carriera.

3. Le policy non servono se nessuno le usa

Scrivere linee guida sull’inclusione è utile.
Ma finché restano in un PDF che nessuno applica, l’empowerment femminile non si muove di un millimetro.
Conta ciò che succede nelle stanze, non nei documenti. E i manager vanno formati ad avere questo tipo di sensibilità.

4. La sicurezza psicologica non è opzionale

Un’azienda che vuole empowerment deve creare spazi dove si possa dissentire, proporre, riformulare, correggere, senza temere ripercussioni.
Niente empowerment senza libertà di parola. Questo non ha genere.
Tutto il resto è noia.

5. La leadership non si misura in decibel

Molte donne non “impongono” la voce: propongono.
Non interrompono, non parlano sopra: cercano di costruire.
Se una cultura aziendale sa riconoscere queste forme di autorevolezza, l’empowerment femminile accade naturalmente.
Se no, rimangono al comando sempre solo i più rumorosi.


Per le persone

6. Non arriverà mai il giorno in cui ti sentirai finalmente “pronta”

Aspettare di sentirsi pronte è il modo più elegante per evitare di iniziare.
Il momento giusto è raramente giusto.
Agisci lo stesso, buttati!

7. I bias interiorizzati hanno il dono della persistenza

Ti dicono con voce gentile: “Aspetta”.
“Ora non è il momento”.
“Forse sarebbe meglio restare in silenzio”.
Sono educati, insistenti e una fantastica forma di auto-sabotaggio.
Riconoscerli è già metà del lavoro, il migliore che che puoi fare su te stessa.

8. Non devi alzare la voce, bisogna sedersi dove conta

Il posto al tavolo non è un premio, né una concessione.
È una possibilità.
Spesso l’unico vero atto di empowerment è sedervisi. Non in seconda fila. E poi prendere quella benedetta parola, senza aspettare che ci venga data.

9. Dire no è un gesto di cura verso te stessa

Dire sì a tutto non è empowerment: è un biglietto sola andata verso il sovraccarico emotivo.
Paradossalmente a volte l’unico modo per prendersi spazio è chiudere una porta, non aprirne altre.

10. Scegli bene con chi cammini

Le relazioni che favoriscono il tuo empowerment sono quelle che ti riconoscono, ti sfidano, tifano per te e non temono la tua voce. Non cercare solo gli applausi.
Il resto è rumore di fondo e non farà la vera differenza nella tua crescita.

Insomma, come dice Sheryl Sandberg: “Facciamoci avanti!”

10 consigli non richiesti sull’empowerment femminile. Ne parlo anche nelle mie video pills sulla leadership, dove trasformo questi temi in strumenti pratici, da usare ogni giorno.

Sono Atena Manca, Madonnager: mamma–donna–manager che dispensa consigli non richiesti sulla multipersonalità.
Se ti va di continuare la conversazione, mi trovi su Instagram come @madonnager_it

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