#3. Alice nel Paese delle meraviglie di Lewis Carrol

#3. Alice nel Paese delle meraviglie di Lewis Carrol

“Alice nel Paese delle meraviglie” è sempre stato il mio cartone preferito della Disney. Che peccato non aver reso prima omaggio al creatore che tanto ha influito sul mio immaginario di bambina, anche se le due versioni differiscono in diversi punti e personaggi.

Buona l’intuizione di leggerlo in lingua originale! E’ un libro per bambini, ma per nulla infantile e banale nel suo tripudio di giochi di parole, poesie in rima, fantasie oniriche e “uncommon nonsense”, tanto che mi risulta difficile raccontarne la trama, perchè di trama non ce n’è! Giusto nel caso qualcuno non avesse mai nè letto il libro, nè visto il cartone, il tutto parte dall’irrefrenabile curiosità di questa bambina, Alice, che incontra un pomeriggio un coniglio con il panciotto, molto di fretta. Nel seguirlo viene catapultata in un mondo di fantasia popolato di personaggi assurdi, governati dalla famigerata Regina di cuori.

Purtroppo sull’autore aleggia qualche sospetto di pedofilia mai confermato, pare che Alice fosse infatti la bambina amica di famiglia alla quale lui (prete anglicano) era molto affezionato. E’ per lei e grazie a lei quindi che si è inventato tutto quell’universo di personaggi irresistibili, a volte un po’ inquietanti.

A me piace credere che ci fosse solo una bella amicizia e corrispondenza di spiriti, nonostante la differenza di età. Proprio l’opposto del rapporto tra il Bianconiglio, che ricorda molti adulti stressati, sempre di corsa, incapaci di mettersi sul piano di un bambino e la stessa Alice, totalmente libera, spensierata e dotata di straripante fantasia.

Per leggere altre recensioni oltre a questa di Alice nel Paese delle meraviglie clicca qui

#100essentialschallenge #numero3

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