- di Madonnager
“Tatà” di Valerie Perrin: un intreccio di segreti familiari e arte del racconto.
Valérie Perrin, autrice del celebre Cambiare l’acqua ai fiori, torna a incantare i lettori con Tatà, un romanzo che esplora con profondità le dinamiche familiari e i segreti che le attraversano. In questo libro, la Perrin dimostra ancora una volta la sua maestria nel costruire narrazioni attraverso il passato e il presente, intrecciando le storie dei personaggi con sapienti flashback che danno vita a una trama intensa e coinvolgente.
La trama: misteri, memorie e una sceneggiatura che prende forma
La protagonista, Agnès, è una regista di successo che vede la sua vita sconvolta da una telefonata: la zia Colette, affettuosamente chiamata “Tatà” (da “tante”, zia in francese ndr), è stata trovata morta. La sorpresa è che Colette era già stata dichiarata morta tre anni prima e sepolta nel cimitero di Gueugnon.
“Colette è rimorta, parola che non esiste da nessuna parte. Non esiste il termine ‘rimorire’.”
Questo evento inaspettato spinge Agnès a tornare nel paese natale per scoprire la verità dietro il mistero delle due morti della zia.
Attraverso una valigia piena di audiocassette registrate da Colette, Agnès intraprende un viaggio nel passato della sua famiglia, svelando segreti nascosti e storie dimenticate. La narrazione si sviluppa alternando presente e passato, creando un intreccio avvincente che tiene il lettore con il fiato sospeso.
Mentre scava tra i ricordi e le registrazioni della zia, Agnès si rende conto che la storia della sua famiglia potrebbe diventare il soggetto perfetto per una sceneggiatura. La protagonista inizia così a scrivere un film basato sulla vita di sua madre, un progetto che le permette di affrontare i fantasmi del passato e di trovare nuove chiavi di lettura per il presente.
Riflessioni sulla maternità e i legami familiari
Uno dei temi centrali del romanzo è la maternità, esplorata attraverso diverse sfaccettature. Colette, pur non essendo madre biologica, rappresenta una figura fondamentale per Agnès.
La Perrin ci invita a riflettere sulle diverse forme di maternità, mettendo in luce anche l’aridità affettiva della madre di Colette, una donna fredda e distante che ha sempre rifiutato di esprimere amore e comprensione. Questo contrasta profondamente con l’affetto smisurato che Colette riserva alla nipote Agnès (e prima al fratello), dimostrando che il ruolo materno può essere ricoperto da chiunque scelga di prendersi cura dell’altro, anche quando il legame di sangue manca (qui il mio articolo sull’esperienza dell’adozione, ad esempio).
Le donne di Tatà sono personaggi complessi che hanno fatto scelte coraggiose e spesso controcorrente rispetto alle aspettative sociali del loro tempo. Colette, in particolare, rappresenta la capacità di sacrificarsi per amore, senza mai rinunciare alla propria dignità.
Agnès, nel ricostruire la storia della zia e della madre, si trova a riflettere sulle proprie scelte di vita e sul peso che la famiglia ha avuto nel definire chi è oggi.
Ma nella lettura emergeranno anche altre figure femminili straordinarie quanto complesse. E temi delicati come la pedofilia e la deportazione degli Ebrei.
La maestria nel raccontare attraverso i flashback
Una delle caratteristiche distintive dello stile di Valérie Perrin è la sua capacità di raccontare storie attraverso continui salti temporali. In Tatà, il presente e il passato si intrecciano in modo fluido, creando un effetto narrativo che somiglia a un film. Questa scelta stilistica è particolarmente significativa poiché Agnès è appunto una regista.
I flashback non sono mai semplici ricordi, ma diventano veri e propri strumenti narrativi che permettono al lettore di comprendere meglio i personaggi e le loro motivazioni. La narrazione si sviluppa come un puzzle, in cui ogni pezzo aggiunge profondità alla storia complessiva.
Perché leggere “Tatà”
Questo libro è una lettura consigliata a chiunque voglia riflettere sul concetto di memoria e sulle radici familiari. È particolarmente indicato per le mamme e le figlie che desiderano riscoprire le proprie origini e comprendere l’importanza di tramandare valori e ricordi.
“Tatà” ci invita a soffermarci sui dettagli che spesso diamo per scontati e a riscoprire la bellezza delle storie che ci sono state raccontate da chi ci ha preceduto. Inoltre, attraverso il percorso creativo di Agnès, il libro suggerisce che la narrazione è uno strumento potente per elaborare il passato e costruire il futuro.
A me poi è piaciuto ancor di più perchè ambientato nei luoghi visitati questa estate in Francia (citate spesso Lione, Annecy, Chambery….) e di cui ho parlato in questo articolo. E lo assocerò per sempre al nostro viaggio appena concluso in Madagascar: è stata la mia “colonna letteraria” della vacanza.
Leggere “Tatà” è un viaggio emozionante e profondo che ci invita a riflettere sull’importanza di preservare la memoria familiare. Un libro che tocca il cuore e che lascia un segno.
“Tatà” di Valerie Perrin: un intreccio di segreti familiari e arte del racconto.
E’ il consiglio di lettura non richiesto per questo inizio 2025.
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