- di Madonnager
Se state pensando a un weekend lungo in Camargue e vi state chiedendo se valga davvero la pena affrontare qualche ora di macchina, la risposta è semplice: sì. Soprattutto se partite con gli amici di una vita.
Il ponte del 2 giugno ci ha regalato la nostra prima vacanza insieme a Samira e Marco e ai loro due figli. Prima volta in viaggio tutti insieme. Perché le amicizie si misurano anche sulla capacità di sopravvivere a quattro bambini, otto valigie e ore di macchina. Fortunatamente il test è stato superato a pieni voti.

Per evitare il traffico del ponte abbiamo optato per una partenza intelligente (!) alle cinque del mattino. Uso volutamente il termine “intelligente” perché comporta inevitabilmente anche un lato un po’ demente. Qui troverete la foto dei bambini in giro ore dopo, a testimonianza del fatto che anche le scelte smart hanno sempre un prezzo da pagare.


Ma andiamo con ordine. La prima tappa è stata Cassis, piccolo gioiello affacciato sul Mediterraneo a pochi chilometri da Marsiglia (questa ultima l’avevamo visitata in questo altro itinerario). Abbiamo lasciato l’auto in un parcheggio poco distante dal porto e raggiunto il nostro hotel, senza particolari pretese ma perfetto per visitare il centro a piedi.

Dopo un pranzo di benvenuto a base di moules-frites (cozze servite con le patatine fritte, bizzarra combo a cui ormai siamo affezionati) siamo saliti a bordo per una gita di circa due ore alla scoperta delle Calanques, le spettacolari insenature rocciose che rendono questa parte di costa una delle più belle della Francia. Acqua turchese, scogliere bianche e panorami da cartolina hanno reso questa prima tappa un ottimo modo per entrare nel mood della vacanza. Pisolini a parte.


La giornata si è conclusa con un aperitivo vista mare al tramonto (Same Same Beach). Vino bianco promosso, stuzzichini (patatine loffie e poco altro) decisamente meno. Perché all’estero tante cose le sanno fare benissimo, ma l’arte dell’aperitivo italiano continua a restare un mistero irreplicabile, evidentemente. A cena abbiamo scelto la celebre bouillabaisse da Gilbert. Buona? Assolutamente sì. Da settanta euro? Diciamo che probabilmente il tramonto era compreso nel prezzo.



Il giorno successivo siamo ripartiti verso la Camargue. La casa che avevamo affittato merita una menzione speciale. Era arredata in stile Tarzan e disponeva di calcetto (calcio Balilla non si può sentire), piccola piscina, biliardo, freccette, sala videogiochi e un ampio spazio esterno. In pratica il paradiso per quattro bambini pieni di energia e un ottimo rifugio per i genitori a fine giornata. La cucina grande e ben attrezzata ci ha permesso di cenare comodamente a casa entrambe le sere, trasformando anche quei momenti in parte della vacanza.


Prima di arrivare alla nostra destinazione abbiamo fatto tappa ad Aigues Mortes e alle sue celebri saline. Confesso che è stata probabilmente la sorpresa più bella dell’intero viaggio.



La cittadina medievale fortificata è già di per sé affascinante, ma il vero spettacolo arriva quando si raggiungono le saline, appunto. Distese immense di acqua bianca e rosa a perdita d’occhio, creano un paesaggio quasi surreale. Le sfumature rosate sono dovute alla presenza di una microalga e di piccoli crostacei che contribuiscono anche alla colorazione dei fenicotteri rosa, simbolo della Camargue. Il contrasto tra le mura medievali e questi colori così particolari rende il panorama davvero indimenticabile. L’area si può visitare con il trenino, in bici e a piedi. Noi abbiamo scelto questa ultima modalità, è sufficiente fermarsi a circa un kilometro dall’ingresso per godere già pienamente della vista e farsi un’idea più che completa del sito.

Prima di tornare alla casa abbiamo fatto una piccola scorta di specialità locali acquistando un ottimo vino bianco della zona, formaggi, riso e una terrina di toro, una delle specialità gastronomiche. Il toro in versione spezzatino (Gardiane de Taureau) l’ha assaggiato l’ING, che resta l’esploratore culinario impavido per eccellenza dei nostri viaggi, seguito a ruota da filius maior.




Avevamo grandi aspettative anche per la passeggiata a cavallo al tramonto organizzata dal centro Les Arnelles. L’escursione dura circa due ore ed è adatta anche ai bambini alla prima esperienza purché abbiano più di sette anni. Si attraversano lagune, sentieri immersi nella natura e infine la spiaggia, proprio nel momento in cui il sole inizia a scendere verso l’orizzonte. Unico suggerimento: se siete un gruppo numeroso chiedete esplicitamente di cavalcare vicini. Noi siamo stati distribuiti in punti diversi del gruppo e avremmo voluto condividere maggiormente l’esperienza. Il tramonto sulla spiaggia, però, resta uno dei ricordi più belli che porteremo a casa. Qui il reel che ho montato con alcuni momenti suggestivi, se vuoi farti un’idea maggiore.


Il giorno seguente abbiamo visitato il Parco Ornitologico di Pont de Gau, una delle attrazioni più famose della Camargue. Se amate la natura è una tappa imperdibile. Fenicotteri rosa ovunque. Quando dico ovunque, intendo davvero ovunque. A pochi metri dai visitatori, completamente indifferenti alla nostra presenza.


Oltre ai fenicotteri si possono osservare numerose altre specie di uccelli che popolano queste zone umide. I bambini si sono divertiti moltissimo. Le zanzare probabilmente ancora di più. Tra i peluches souvenir nella zona, oltre agli altri animali iconici della zona, campeggiano anche loro.

Crema solare e Autan sono diventati i nostri migliori amici sia durante questa visita sia durante la passeggiata a cavallo. Se state programmando un viaggio in Camargue, considerate questo un consiglio di sopravvivenza.
Per pranzo ci siamo spostati a Saintes-Maries-de-la-Mer, considerata la capitale della Camargue. Il nome della cittadina richiama le Tre Marie della tradizione cristiana che, secondo la leggenda, approdarono proprio qui dopo la morte di Gesù. Il borgo è noto anche per il forte legame con la cultura gitana e per il celebre pellegrinaggio dedicato a Santa Sara, figura molto venerata dalla comunità rom.

Prima di rientrare abbiamo visitato Arles. Una città elegante, piacevole da passeggiare e ricca di storia. Il suo anfiteatro romano e l’arena meritano sicuramente una visita. Certo, per chi è abituato a monumenti come il Colosseo o l’Arena di Verona l’effetto sorpresa può essere più contenuto, ma resta affascinante vedere come strutture di duemila anni fa siano perfettamente integrate nel tessuto urbano.

Per il viaggio di ritorno abbiamo deciso di abbandonare definitivamente la teoria della partenza intelligente. In fondo il traffico passa, i ricordi restano. Così abbiamo scelto di sacrificare qualche ora in più di coda per visitare due autentiche meraviglie della Provenza: l’Abbazia di Montmajour e Le Baux-de-Provence.


L’Abbazia di Montmajour, a pochi chilometri da Arles, è stata una piacevole sorpresa. Fondata oltre mille anni fa e costruita su quello che un tempo era un isolotto circondato da paludi, domina la pianura con una vista che spazia fino alla Camargue. Un luogo che trasmette immediatamente il fascino della storia e una straordinaria sensazione di quiete.


Le Baux-de-Provence, invece, è uno di quei borghi che sembrano creati apposta per essere fotografati. Vicoli in pietra, scorci panoramici, botteghe, case antiche e una vista spettacolare sulla Provenza. È stata la conclusione perfetta del viaggio, accompagnata da una crêpe mangiata senza il minimo senso di colpa prima di affrontare il lungo rientro verso casa.




Siamo ripartiti intorno a mezzogiorno e siamo arrivati a casa verso le nove di sera. Un viaggio sicuramente impegnativo (il problema è sempre la Liguria, più che la Francia), soprattutto con quattro bambini al seguito. Eppure, nessuno di noi ricorderà questo dettaglio. Ricorderemo quella sensazione speciale che si prova quando una vacanza supera le aspettative.
Per la cronaca e come forse si sarà già intuito, più di tutto la Gen. Alpha ha apprezzato le saline e il giro in cavallo. Paura svanita al secondo due.
Se cercate un itinerario in Camargue adatto sia agli adulti sia ai bambini, capace di unire natura, storia, mare, animali e borghi meravigliosi, questo angolo di Francia merita assolutamente un posto nella vostra lista dei prossimi viaggi.
Tu sei già stato? Aggiungi qualche consiglio non richiesto! Come come? Preferisci il nord della Francia? Per un giro in Normandia, leggi qua.
Io sono Atena Manca, fondatrice di Madonnager, consulente marketing, formatrice e mamma di due bambini. Su questo blog racconto viaggi, libri, lavoro, crescita personale e tutto ciò che aiuta a conciliare le tante sfaccettature della vita senza rinunciare a essere se stesse. Restiamo in contatto sul mio profilo Instagram!
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