- di Madonnager
Come adottare un bambino: passi pratici, consigli e testimonianze
L’adozione è un atto d’amore straordinario che permette di creare un legame profondo e duraturo con un bambino. Tuttavia, questo viaggio richiede pazienza, preparazione e la capacità di affrontare sfide, sia burocratiche che emotive.
In questo articolo, esploreremo passo dopo passo il percorso dell’adozione, grazie alla testimonianza di Silvia Gregorio, una mia ex collega, professionista di successo in una multinazionale e oggi anche mamma orgogliosa. Una Madonnager a tutti gli effetti! Silvia ha scelto di condividere la sua esperienza per aiutare chi sta pensando di intraprendere questo cammino e per far luce su ciò che significa davvero adottare un figlio.
Come iniziare il percorso di adozione?
Adottare non è un percorso che si improvvisa: richiede consapevolezza e preparazione. Il primo passo è informarsi presso enti autorizzati, associazioni e Tribunali dei Minorenni. È fondamentale sapere che esistono due tipologie di adozione, Nazionale e Internazionale, ognuna ha normative specifiche e tempi, procedure, modalità possono variare in maniera sostanziale.
La storia di Silvia: amore, coraggio e resilienza
Silvia Gregorio ha accettato di raccontare il suo percorso, dall’inizio delle pratiche alle emozioni di accogliere finalmente sua figlia. La sua testimonianza offre una guida preziosa e ispirazione per chi sta pensando di intraprendere lo stesso cammino.
1. Come hai fatto il primo passo?
Il mio percorso è cominciato con una conversazione. Una conoscente, ora amica, mi ha aperto la sua casa e si è resa disponibile a raccontarmi la sua storia di adozione. L’ho ascoltata, ho preso appunti e poi, quando per me è arrivato il momento giusto, mi sono attivata. Purtroppo l’adozione è un tema che conosciamo pochissimo, quelli che si tramandano sono spesso falsi miti. “Pensa a quanti poveri bambini in attesa di una famiglia” – falso, ci sono molte coppie disponibili per ogni bambino adottabile.
Oppure convinzioni distorte “per fare un figlio biologico nessuno affronta un esame, è assurdo che in questo caso sia necessario sottoporsi a un percorso di valutazione”. Non così assurdo, una volta che si comprende che i bambini adottivi portano con sé un carico in più che dobbiamo essere formati per affrontare. Studiare, leggere, informarsi è l’unico modo per comprendere veramente di cosa si tratta e se è nelle nostre corde.
2. Quali sono stati i tempi e le fasi principali dell’iter?
Nel mio caso i tempi sono stati molto molto rapidi, circa un anno di attesa, ma io e mio marito (per adottare in Italia bisogna essere legalmente sposati e conviventi da almeno 3 anni) siamo un po’ un’eccezione, i tempi di solito sono più lunghi, anche 5/7 anni per adozioni internazionali.
Il percorso da un punto di vista formale comincia dai Sevizi Territoriali (ASST, i vecchi Servizi Sociali per intenderci) e dal Tribunale dei Minorenni di riferimento per la vostra area di residenza, sia per adozione Nazionale che Internazionale. Il deposito della “Disponibilità all’adozione” in Tribunale attiva le Forze dell’Ordine per i controlli necessari e i Servizi Territoriali: un’equipe, composta da Assistente Sociale e Psicologo, valuteranno la coppia attraverso una serie di incontri. Al termine rilasceranno una relazione, da qui comincia l’attesa.
Il mio suggerimento però è di non gettarsi in questo processo senza aver almeno seguito un corso di formazione presso ASST o presso associazioni di genitori adottivi (per alcuni tribunali è obbligatorio). Ce ne sono molte sul territorio e sono fondamentali perché si prenda reale consapevolezza di cosa sia l’adozione, sono inoltre un meraviglioso supporto strada facendo.
3. Quali documenti o requisiti sono stati richiesti?
I requisiti sono primariamente matrimonio e convivenza, i documenti richiesti sono dei più svariati: da esami medici e generale valutazione dello stato di salute, a controllo sui redditi e casellario giudiziario, fino a documentazione che attesta che anche i futuri nonni sono informati (eh sì, è bene coinvolgere tutta la famiglia prima di procedere). I requisiti di legge sono i più facili da rintracciare, si trova tutto sul sito del Tribunale dei Minorenni.
4. Ci sono state delle sfide particolari che hai dovuto affrontare?
Come per ogni cosa, credo sia molto personale il modo in cui viviamo gli ostacoli. Nel mio caso, data la mia passione per la pianificazione e il controllo, è stata drammatica la gestione dell’incertezza. Ci si affida per lungo tempo a terzi, spesso senza alcuna informazione o aggiornamento e non si ha certezza di successo. Tutta la normativa sull’adozione ruota attorno a un perno “ogni bambino ha diritto a una famiglia”, NON “ogni coppia ha diritto a un bambino”, quindi alla famiglia non sono garantite forme di tutela.
5. Hai parlato di scarsa comprensione dell’adozione, cosa è fondamentale sapere?
Uno degli scogli fondamentali è la comprensione di chi sono i bambini effettivamente adottabili e, spoiler, se immaginate un neonato perfettamente sano, biondo e con gli occhi azzurri, mi sento di condividere che si tratta di una casistica rara. I neonati sono pochissimi, tipicamente il bambino adottivo ha qualche anno, un passato, un carico esperienziale che dovrà affrontare con il nostro aiuto, ha una mamma e un papà che a volte ricorda o esperienze di affido che possono aver generato traumi o forme di attaccamento distorte.
Esiste una valanga di letteratura in merito! Ma se non siete dei gran lettori mi vengono in mente due ottime alternative: il romanzo a Fumetti di Leo Ortonali “Due Figlie”, oppure la serie “This is Us”.
Cosa ti ha dato più gioia in questo percorso?
È stato ed è attualmente un roller coaster (montagne russe, ndr) e la sensazione è di essere solo all’inizio. Per il momento posso dire che la reale consapevolezza l’ho raggiunta nel momento in cui per la prima volta ho raccontato a mia figlia la sua storia. Nei termini in cui poteva comprenderla e in una modalità in cui potesse digerirla. Ma la sua storia per la prima volta includeva le parole mamma e papà.
Abbiamo detto “Come adottare un bambino: passi pratici, consigli e testimonianze”.
Manca qualche ulteriore consiglio…
Consigli pratici per chi vuole adottare
- Informati presso enti competenti: contatta ASST della tua zona o associazioni accreditate per ottenere informazioni dettagliate.
- Preparati ai tempi lunghi: ogni fase richiede tempo, ma ogni passo è importante per prepararti emotivamente e logisticamente.
- Sfrutta il supporto delle associazioni di genitori: le associazioni sono una risorsa preziosa per guidarti lungo tutto il percorso. Comincia con un corso di formazione, spesso si tengono la sera.
- Preparati a condividere: l’adozione non è un percorso privato, ma richiede condivisione, anche di episodi o sentimenti estremamente personali e dolorosi.
- La coppia viene prima di tutto: ricorda che senza una coppia solida non c’è adozione che possa funzionare, essere in due, davvero in due, è fondamentale e necessario
- Non sottovalutare l’aspetto emotivo: preparati ad affrontare momenti intensi e a metterti in discussione, ma ricorda che ogni attesa porta a una gioia immensa.
L’adozione è un viaggio di amore e rinascita
Grazie alla testimonianza di Silvia Gregorio, abbiamo visto come l’adozione sia un cammino che unisce sfide e gioie. È un viaggio che nasce dal desiderio profondo di amare e accogliere un bambino, e che ripaga ogni difficoltà con la bellezza di creare una famiglia.
Se stai pensando di iniziare questo percorso o conosci qualcuno che sogna di adottare, condividi questo articolo “Come adottare un bambino: passi pratici, consigli e testimonianze”.
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