Come gestire la rabbia dei nostri bambini

Come gestire la rabbia dei nostri bambini

Come gestire la rabbia dei nostri bambini? Capita anche ai vostri figli di avere dei periodi in cui sono più aggressivi del solito e con il pilota rosso sempre al comando? (*riferimento al film Disney Inside Out, se per caso non l’aveste ancora visto… merita!)

Al mio primogenito è capitato in occasione della nascita della seconda. Aveva delle crisi davvero impressionanti, ancora non parlava bene e aveva solo quel mezzo per esprimere il suo disagio. Pare sia tutto (abbastanza) normale. Adesso in confronto è Mahatma Gandhi. Ma allora perchè è successo anche alla mia seconda bambina (che di fratelli minori non ne ha?). In alcuni periodi è un angelo, sempre allegra e di buon umore, in altri periodi diventa una belva disumana.

Avendo letto diversi libri ormai so che quando i bambini fanno i capricci o hanno dei periodi di braccio di ferro, in parte stanno cercando di manifestare un malessere (qualche screzio a scuola? non si sentono abbastanza considerati in casa?), in parte stanno crescendo. Imparano a misurarsi con la propria forza, cercando di capirne potenzialità e limiti.

Per fortuna, a meno di rabbia e aggressività davvero fuori controllo, che meritano approfondimenti maggiori, per gestire comportamenti che rientrano in un normale ambito di crescita, abbiamo dei trucchi e delle tecniche che possiamo usare. Io le ho lette in questo libro.

Molto interessante in generale. Mi sono tornate utili ed ho utilizzato in particolare:

LA TECNICA DELL’ATTENZIONE POSITIVA

La repressione dei comportamenti negativi con punizioni spesso si rivela inefficace. L’abbiamo visto anche nel metodo danese per crescere bimbi felici (qui il link). E’ preferibile, e devo dire che ho toccato con mano quanto funzioni, riconoscere le azioni positive e gli sforzi compiuti dal bambino per migliorarsi. Ci sono molti modi per manifestare attenzione positiva: un sorriso, un occhiolino, un complimento, una pacca sulla spalla… Gli elogi devono essere immediati e concreti: le parole devono descrivere l’azione del bambino e la soddisfazione dell’adulto. Quando sono più grandi, verso i 4-5 anni si può anche promuovere l’auto-elogio (Sei stato bravo! Fatti un applauso! E tu sei contento di…?)

Ecco qualche esempio concreto di come gestire la rabbia dei nostri bambini usando l’attenzione positiva. Notate che vostro figlio strappa di mano i giocattoli con stizza? Non riprendetelo troppo duramente in quel contesto. La prima volta che invece chiede gentilmente l’acqua, dite qualcosa come: “Ecco! Mi hai appena fatto una bella domanda. Hai imparato a chiedere!”. Oppure se è un periodo che lancia gli oggetti quando si arrabbia perchè non riesce a fare qualcosa… La prima volta che vi chiede aiuto per vestirsi dite: “Bravo! Mi hai chiesto di aiutarti! La tua camicia è difficile da abbottonare. Insieme ce l’abbiamo fatta”. E se urla e aggredisce per ottenere qualcosa? Quando notate che invece è stato capace di attendere con pazienza in un negozio, elogiatelo: “Ti sei comportato bene! C’erano molte persone, bisognava attendere il proprio turno. Sei stato paziente, sei stato capace di aspettare”.

Il rinforzo positivo dei comportamenti corretti ha come conseguenza… che nel tempo correggono autonomamente quelli negativi. Provare per credere. A tutti piace essere apprezzati e tendono a ripetere i comportamenti virtuosi che hanno così colpito mamma e papà.

IL METODO DELLA TARTARUGA

Il metodo della tartaruga è una tecnica sviluppata per contenere la rabbia negli adulti, riadattata successivamente anche ai bambini.

In pratica si invita il bambino soggetto a frequenti scatti di ira a comportarsi come la saggia tartaruga , che ha imparato a ritirarsi nel suo carapace (sapevate che si chiama carapace?) per ritrovare la calma.

Si insegna al bambino a chiudere gli occhi. stendere le braccia lungo il corpo e abbassare la testa, respirando.

Così facendo il bambino impara a riconoscere la sua emozione, e sa come comportarsi per ristabilire la normalità. Mentre è fermo è invitato a riflettere con calma. Si è trattato di un incidente e lui è in grado di trovare una soluzione, dopo che avrà ritrovato la pace.

Funziona in particolar modo con i bambini di 3-4 anni, proprio l’età della mia bimba, sulla quale sto provando la tecnica proprio in questo periodo. E’ cruciale la fase della respirazione: funziona anche con noi adulti controllare il respiro per calmare la mente! Lo sa bene chi pratica yoga: gran parte delle tecniche si basano sul controllo del respiro. Meglio imparare fin da piccoli.

Infine, un’altro metodo letto non ricordo dove, consiste nel chiedere al bambino, nel pieno di una crisi di pianto: “Stai reagendo così per un motivo piccolo, medio o grande?”. Questa semplice domanda, oltre a distrarlo dalla tragedia in atto, insegna ad avere maggiore consapevolezza, a dare il giusto peso alle situazioni, reagendo in modo commisurato.

La teoria funziona sempre benissimo. Nella pratica, ogni tanto capita che la tecnica di respirazione (con un bel “ohm” al posto del “porc”) la si debba applicare…noi grandi.

Se volete approfondire ecco il libro:

E voi sapete come gestire la rabbia dei vostri bambini? O la vostra? Che trucchi usate?

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