Come i danesi crescono i figli. Prima puntata.

Come i danesi crescono i figli. Prima puntata.

Come i danesi crescono i figli è il segreto di una delle società migliori al mondo. La Danimarca come altri Paesi nordici è avanti su tutto. E’ uno dei popoli più felici del pianeta (da quanto dicono i sondaggi). La corruzione è quasi inesistente, lo spread sotto zero, la disoccupazione tendenzialmente bassa e le imprese sono tassate meno che in Svizzera. La forza-lavoro è flessibile ma ben pagata (e tutelata), si crede nell’energia pulita e i giovani sono una priorità.

Io di marcio ci vedo ben poco, caro Amleto.

Oggi ne parlerò per il metodo educativo e se pensate che non ci sia correlazione con tutto quanto di positivo hanno costruito come Paese… bhe allora vi sbagliate di grosso.

Questo libro (IL METODO DANESE PER CRESCERE BAMBINI FELICI ED ESSERE GENITORI SERENI) è uno dei tanti che ho comprato o mi hanno regalato in questi anni. Sono finalmente riuscita a divorarlo e l’ho trovato estremamente di ispirazione! Sono sempre utilissimi gli spunti che ne emergono. Applicarli è un altro paio di maniche ma almeno conoscere la teoria aiuta. Dunque le aree principali su cui si concentra l’educazione danese sono 6, oggi ne tratteremo 3, altrimenti mi denunciate per sequestro di persona:

  1. IL GIOCO

Non è un caso se due aziende danesi sono leader sia per il gioco da interni (vi dice niente LEGO?) che da esterno (KOMPAN). Il gioco su cui puntano è soprattutto quello libero. Cerchiamo sempre di riempire l’agenda dei nostri figli di corsi, sport e attività, ma i bambini crescono meno ansiosi e imparano a risolvere da soli le situazioni quando lasciati liberi di sperimentare… Questo ha un impatto incredibile su quello che viene definito il “locus of control”.

Chi sviluppa un luogo del controllo interno, cresce con la convinzione di potere controllare la propria vita. Ha motivazione interna, personale. Chi ha “luogo del controllo” esterno vive più in balia degli eventi perchè pensa di non avere un ruolo in ciò che gli accade e che tutto sia frutto del fato, il che genera stress e depressione. Insomma sentirsi responsabili delle proprie sfide e progressi si impara giocando da soli o in gruppo, con intervento da parte degli adulti solo quando davvero necessario.

2.AUTENTICITA’

I danesi non mentono ai figli sulle proprie emozioni. E in generale cercano sempre di essere con loro sinceri. Non hanno nemmeno paura di raccontare favole dall’epilogo terribile (la Sirenetta, ad esempio, non finiva benissimo nella versione originale). L’obiettivo è crescere bambini capaci di gestire fin da piccoli tutti gli stati d’animo, senza reprimerli o ignorarli. Con lo stesso principio non lodano continuamente e ingiustificatamente i propri figli con “etichette”: come sei intelligente! come sei dotato!

Questi complimenti sviluppano una mentalità “fissa”, ossia le loro virtù sono un dato di fatto, sono acquisite e basta. Bambini lodati di continuo con questa modalità, se sottoposti a compiti difficili vanno nel pallone perchè un’attività che richiede più sforzo li destabilizza facendoli sentire “stupidi” e quindi la evitano. Al contrario bambini apprezzati per la loro determinazione e impegno (ossia per il processo) sviluppano una mentalità di “crescita”, avranno meno paura di sbagliare e davanti a un insuccesso si impegneranno ancora di più. Ecco un esempio di come si sviluppano resilienza (ne abbiamo già parlato qui) e soprattutto perseveranza.

3.IL REFRAMING (OSSIA RISTRUTTURAZIONE)

Un altro esempio di come i danesi crescono i propri figli è attraverso l’abitudine a vedere la stessa cosa da un’altra prospettiva. Insegnano a togliersi gli occhiali vecchi, in pratica. Attenzione: non si tratta di ottimismo beota (va tutto bene! anche se non è vero). E’ piuttosto una sorta di ottimismo realistico. Uno stesso quadro può davvero contenere mille altri elementi, anche positivi, nonostante quelli già percepiti come negativi. Chi sviluppa e padroneggia quest’arte impara ad eliminare gli elementi e le informazioni negative NON necessarie.

Concentrarsi sugli aspetti meno negativi delle situazioni e trovare una via di mezzo riduce ansia e aumenta lo stato di benessere. Indovinate un pò? Bingo! L’abilità di ristrutturare esperienze negative è l’elemento chiave per essere resilienti! Secondo l’Harward Business Review, più dell’istruzione, più della formazione e dell’esperienza è proprio questa caratteristica che determina chi avrà più successo di altri.

Mi fermo qui, alla prossima per gli altri 3 pilastri.

Trovo tutto ciò estremamente interessante. Sta a vedere che sapere come i danesi crescono i figli diventa utile anche per noi adulti, come esseri umani in generale e come manager?

Per andare alla seconda puntata, clicca qui.

Per comprare il libro:

Se volete leggere altri articoli della sezione “MAMMA” li trovate qui.

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