Come trasformare un obiettivo in un piano d’azione, per poi farlo accadere davvero!
“Un obiettivo senza un piano è solo un desiderio.”
– Antoine de Saint-Exupéry
Quante volte ce lo siamo dette?
“Vorrei lanciare quella mia idea…”
“Appena ho tempo, mi metto su quel progetto…”
“Un giorno mi piacerebbe fare un podcast, aprire un sito, cambiare lavoro…”
E poi… niente. Rimane lì, nel cassetto mentale delle cose belle ma sospese.
Questo tema è emerso dalla community e ho pensato che sarebbe stato utile parlarne insieme, tra noi. Perché avere un’idea è facile. Farla succedere è un’altra cosa.
Basta un po’ di metodo, un piano semplice e la voglia di vederci dentro sul serio.
Spezzettare: il primo passo per non farsi travolgere
Quando l’obiettivo è grande (o anche solo un po’ sfidante), l’unico modo per non farcelo sembrare una montagna è smontarlo.
Dividere in piccoli passi. Non “lanciare un podcast”, ma cose come: scegliere il titolo, scrivere la scaletta, registrare l’intro, caricare su Spotify…
Già così, respiriamo meglio. “L’Elefante si mangia in piccoli pezzi!” disse la capa di una mia ex collega, facendoci ridacchiare sul momento solo perchè non avevamo capito, a 25 anni, la genialità di questa metafora.
Vederlo nero su bianco: benvenuto Gantt
Lo abbiamo provato: quando metti le cose su una timeline, cambia tutto.
Senza una laurea in ingegneria: basta una tabella, anche disegnata a mano, dove ogni fase ha il suo spazio nel tempo.
Che sia Excel o un quaderno a quadretti, l’effetto è lo stesso: ordine mentale e sensazione di “ok, lo posso fare”.
Dare un ruolo a ogni pezzo (e a ogni persona)
Qui entra in gioco il metodo RACI. Che non è un software, ma un modo furbo per evitare il caos.
Lo riassumo in due righe:
- R – Responsible: chi fa la cosa
- A – Accountable: chi la tiene d’occhio e si prende la responsabilità
- C – Consulted: chi può dare un parere
- I – Informed: chi è giusto aggiornare
Sì, a volte siamo tutte e quattro. Ma scriverlo, anche solo per noi stesse, ci aiuta a non perderci.
Per un progetto aziendale gli attori coinvolti sono molti di più, tenere la tabella condivisa ricorda a tutti come e per quando devono contribuire.
Aggiustare il tiro lungo la strada
Perché tanto lo sappiamo: niente fila liscio come nei Gantt da manuale.
Una cosa slitta, un’altra si incastra in ritardo, una terza la facciamo all’1 di notte. Ma se il piano c’è, si adatta.
E noi con lui.
Un esempio concreto: il podcast (come immagino andrebbe affrontato!)
Mettiamo che qualcuna di noi abbia deciso di lanciare un podcast.
Un’idea bella, personale, con dentro le nostre storie, le riflessioni, le cadute e le risalite.
Cosa c’è dietro? Solo passaggi messi giù uno dopo l’altro.
Cose probabili da fare, in ordine sparso ma sensato
Ci tengo a ribadire che non ho la più pallida idea di come si faccia veramente, ma questa è la casistica di tanti nuovi progetti! Concentriamoci più sull’approccio/metodo:
– Definire il tema del podcast
– Scegliere un titolo
– Scrivere gli episodi
– Registrare una sigla e un’intro
– Fare un test audio (che poi ti accorgi che respiri fortissimo tra una frase e l’altra)
– Creare la copertina
– Caricare tutto su una piattaforma
– Raccontarlo sui social o con una newsletter
– Premere “pubblica”
– E poi… festeggiare (lo champagnino finale è sempre importante)
Come può apparire su un Gantt
| Attività | Settimana 1 | Settimana 2 | Settimana 3 | Settimana 4 |
|---|---|---|---|---|
| Concept + nome | ███ | |||
| Scrittura episodi | ███ | |||
| Registrazione + editing intro | ███ | |||
| Test piattaforme + upload | ██ | |||
| Grafica + cover + teaser | ███ | |||
| Lancio episodio 1 + promozione | ███ | ███ |
E il RACI? Eccolo qui, nella pratica:
Episodio 1 del podcast:
- Responsible: chi registra, monta e carica
- Accountable: chi decide quando esce e con che qualità (e spesso… siamo noi)
- Consulted: chi ha esperienza, chi ci ascolta e ci dà un parere sincero
- Informed: chi ci segue, chi aspetta il podcast, chi tifava per noi
Alla fine…
Serve solo decidere che una cosa è importante abbastanza da prendersi un posto nell’agenda.
E poi, con calma ma determinazione, fare un passo dopo l’altro.
Nessuna formula magica. Solo metodo, chiarezza e un po’ di sana emozione e leggerezza.
Che ci salveranno sempre.
Nel caso, a chi si lancerà davvero nel suo podcast auguro il successo dell’esimio Alessandro Barbero (ne avevo parlato in questo post).
Come trasformare un obiettivo in un piano d’azione: condividi l’articolo se lo hai trovato utile!
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