Dolomiti del Brenta: scoperta sopra le aspettative

Dolomiti del Brenta: scoperta sopra le aspettative

Dolomiti del Brenta: scoperta sopra le aspettative. Facile: non avevo aspettative.

Andalo by night

Abbiamo organizzato il lungo ponte di carnevale ad Andalo in provincia di Trento mesi prima, accettando con piacere la proposta di nostri amici di affittare insieme una casa per fare sciare i nostri figli in compagnia. Ormai non mi affeziono più a nessuna idea. Resto distaccata, pronta ad annullare qualsiasi piano, causa Covid o terza guerra mondiale. Invece siamo riusciti a confermare tutto.

In più non conoscevo la zona, essendo sempre andata in Val di Fassa a Moena. Ero anzi quasi un po’ prevenuta, amando tanto i luoghi della mia infanzia e adolescenza. Là ho fatto tantissime sciate con mio padre e con gli amici, di cui serbo ricordi preziosi.

Questo doveva essere quindi più un grande, enorme, infinito sbattimento logistico, intervallato da qualche chiacchiera piacevole, una bella vista e, con un pò di fortuna, brevi sciate anche per noi adulti. Chi ha figli piccoli che iniziano a sciare può capire (ne avevo parlato bene in questo articolo). E invece…

Prima di tutto l’appartamento scelto si è rivelato strategico perchè sulle piste. Quindi i numerosi improperi mentali e non, al momento della preparazione e dell’allaccio scarponi della prole sono stati mitigati almeno saltando la parentesi spostamenti in auto e lunghe camminate Robocop-style con sci in spalla.

La penosa fila indiana di spazzaneve. I maestri di sci Santi subito.

Secondo, ottima la scelta di far fare loro un corso (abbiamo optato per il campo scuola Laghet per tre giorni di seguito tenendoli impegnati due ore filate, il quarto giorno addirittura tre. Il che ci ha permesso di tornare tronfi tronfi sugli sci a nostra volta e per più di una discesa striminzita).

Una meraviglia assoluta. Piste spettacolari, panorama mozzafiato, in particolar modo salendo fino alla cima più alta della zona: la Paganella. Lì si può scendere, andando a sinistra, fino ad arrivare ad un’altra località (Fai della Paganella) con una vista a 360° tra le più suggestive mai viste (infatti si chiama Pista Panoramica: si vede la Valle dell’Adige fino ai gruppi Dolomitici delle Pale di San Martino, Latemar, Catinaccio, Sella e Val di Non).

Il lago di Garda visto dal rifugio La Roda

Arrivando in cima con la seggiovia subito sulla destra si trova invece un rifugio – La Roda, fatevi un giro, sembra valga il biglietto anche d’estate – dove mangiare o bersi un ottimo bombardino contemplando contemporaneamente le Dolomiti (del Brenta: scoperta sopra le aspettative, l’ho già detto?) e il lago di Garda. Batticuore.

Se poi la neve è perfetta, c’è il sole e sei in ottima compagnia provi quel senso di libertà, quell’improvviso sgombrarsi della mente, quell’attimo di perfezione, in cui ti dimentichi ogni pensiero e preoccupazione. Visto che non si può stare in pace un attimo negli ultimi due/tre anni, quando capita puoi proprio chiamarla felicità.

Unico neo purtroppo la nostra amica si è presa una brutta distorsione al ginocchio. Lo sci oltre a non essere uno sport democratico (mortacci loro) è davvero pericoloso.

Scendere dai monti non è stata l’unica attrazione di questi giorni. Mentre i nostri bambini sugli sci passavano da “schiappe imbarazzanti” a “schiappe accettabili”, arrivando a vincere una medaglia d’onore a fine corso, abbiamo approfittato della posizione strategica per farci qualche giretto anche in piano.

Degno di nota, anche se richiede un tre quarti d’ora di spostamento, è percorrere la Strada del Vino in direzione Bolzano. E’ un’associazione che accorpa 16 comuni, 70 cantine per un totale di 150 km. I vini della zona sono numerosi e famosi (avevamo già fatto un’ottima degustazione ad Ortisei, ne avevo parlato qui), tra gli altri:

Vini bianchi: Gewürztraminer , Chardonnay , Sauvignon , Pinot bianco , Pinot grigio

Vini rossi: Lagrein , Pinot nero , Cabernet Franc , Merlot, Teroldego

I nostri amici erano già stati da Elena Walch, questa volta ci hanno proposto di andare alla cantina Tramin (sono entrambe a Termeno). Ma purtroppo quel giorno era chiusa, quindi abbiamo scelto un’altra cantina, fuori dal circuito ma vicino a dove avevamo pranzato: Marco Donati. Qui i bambini hanno corso nei vigneti e sentito la leggenda che narra che i primi ceppi di Teroldego siano germogliati da alcune gocce di sangue di un drago malvagio, sconfitto da un giovane conte.

E si finisce per credergli, quando nel bicchiere si versa il Sangue di Drago, il Teroldego più nobile prodotto da questa storica cantina trentina, fondata nel 1863. Merito di quel porpora impenetrabile, quel nettare denso, e profumi che s’aggrappano alla profondità della terra. Così cita lo storytelling del brand.

Sapete che sono sensibile alla faccenda. Sia come donna di marketing ma anche come amante del buon vino (ne avevo parlato in questo articolo).

Il pranzo invece lo avevamo fatto in un locale molto carino di piatti tipici e fatti in casa a Cortina Sulla Strada Del Vino, Barduskeller, dove ho mangiato i migliori canederli in brodo della mia vita.

Mi sono talmente calata nella parte e nei luoghi che, presa da allucinazioni poliglotte, ho detto alla cameriera altoatesina dal marcato accento tedesco: “lo strudel è per la pampina”. Nell’imbarazzo più totale dell’ING che non credeva alle sue orecchie. That’s me.

L’ultimo giorno ce la siamo presa comoda e abbiamo fatto qualche bel giro passando dal lago di Molveno e visitando un paio di località appartenenti al circuito dei Borghi più belli d’Italia. Mi è venuto il pallino negli ultimi anni. Ho deciso di visitarne quanti più possibile e il mio compagno di merende mi sostiene nel programma.

Il lago di Molveno
Una delle chiese del borgo di San Lorenzo in Banale

San Lorenzo ce l’aveva consigliata un nostro amico originario della zona di Trento.

Abbiamo poi visto il lago di Tenno e Canale, il borgo lì vicino.

Il lago di Tenno con turisti e senza
Il borgo di Canale

Infine prima di costeggiare il Lago di Garda in direzione di casa, abbiamo fatto un’ultima tappa enogastronomica al Ristorante Panoramico Acetaia del Balsamico Trentino. Vista bellissima sul lago, pranzo buono e soprattutto abbiamo avuto l’occasione di provare e comprare appunto la versione dell’aceto balsamico prodotto in loco. Non se ne abbiano i modenesi.

Risottazzo speck e mele con gocce di aceto balsamico, ça va sans dire…

Insomma… Dolomiti del Brenta&co: scoperta sopra le aspettative. Mèta perfetta per una settimana bianca ma anche estiva.

Sei mai stato da queste parti? Ovviamente è il mio #consigliononrichiesto di oggi.

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