- di Madonnager
Guida al Madagascar con i bambini: natura, cultura e avventura a Nosy Be.
Il Madagascar è una destinazione che affascina per la sua natura incontaminata, le tradizioni culturali uniche e la varietà di paesaggi. Viaggiare in questo paese con i bambini è un’esperienza che arricchisce tutta la famiglia, grazie alle tante attività che combinano relax, avventura e scoperta. Partiamo con qualche informazione generale per inquadrare meglio questa magnifica isola.


Il Madagascar: l’isola rossa e le sue peculiarità
Con una superficie di oltre 587.000 km², il Madagascar è la quarta isola più grande del mondo, abitata da circa 28 milioni di persone. L’isola è conosciuta come “l’isola rossa” per via del colore intenso della sua terra ricca di ferro. La popolazione è suddivisa in 18 tribù principali, ognuna con proprie tradizioni e usanze.
Uno degli aspetti più affascinanti del Madagascar è la sua biodiversità unica: circa il 90% delle specie animali e vegetali presenti sull’isola sono endemiche. Tra queste spiccano i lemuri, i camaleonti e i maestosi baobab.


Una curiosità interessante riguarda l’uso dell’argilla da parte delle donne malgasce. Questo materiale naturale viene utilizzato non solo per proteggere la pelle dal sole, ma anche per creare bellissimi make-up che variano in base all’età, alle credenze religiose e alle occasioni speciali.


Infine, la bandiera del Madagascar riflette la storia del paese: il bianco rappresenta la purezza e la speranza, il rosso simboleggia la sovranità e il verde la fertilità delle terre.
Nosy Be: un’isola paradisiaca a nord-ovest del Madagascar
Nosy Be, conosciuta anche come l'”isola profumata” per le coltivazioni di ylang-ylang (con cui si produce tra gli altri Chanel n.5), è situata a nord-ovest del Madagascar, nell’Oceano Indiano. Quest’isola tropicale è una delle mete turistiche più famose del paese, grazie alle sue spiagge paradisiache, alle acque cristalline e alla ricca biodiversità marina e terrestre.

Nosy Be gode di un clima tropicale con due stagioni principali: la stagione secca (da aprile a novembre) e la stagione delle piogge (da dicembre a marzo). Durante il nostro soggiorno, nonostante fosse periodo di piogge, siamo stati fortunati con il tempo, ha piovuto praticamente quasi solo di notte.
La nostra vacanza in famiglia tra mare, avventura e relax al resort
Durante il periodo di Natale e Capodanno, è ormai tradizione per tutta la famiglia di mio marito partire insieme per una vacanza speciale. Questa volta abbiamo soggiornato in un resort Francorosso (#noadv), un’esperienza che ha contribuito notevolmente alla piacevolezza della vacanza. La presenza dell’animazione locale e italiana ha reso il tutto ancora più coinvolgente per grandi e piccoli.
Tra le figure che hanno lasciato un segno speciale ricordiamo Marco, il biologo che ci ha accompagnato nelle escursioni, arricchendo ogni visita con spiegazioni affascinanti sulla fauna e flora locale. Poi Federica, una bravissima cantante laureata in musical che ha intrattenuto gli ospiti con la sua voce meravigliosa. I bambini sono diventati fan accaniti della biologia e mia figlia in particolare di Marco stesso (prime crush?!?)… Federica l’ha invece coinvolta in momenti di canto, dandole il brivido del “palco”.


Le escursioni da non perdere
1. Le tre isole: Nosy Komba, Nosy Tanikely e Nosy Sakatia
La prima gita ci ha portati alla scoperta di tre isole vicine, ognuna con il suo fascino unico:
- Nosy Komba è famosa per i suoi lemuri e altri animali come tartarughe e camaleonti verde brillante. I bambini erano entusiasti di vedere questi simpatici animali da vicino. Abbiamo dato loro banane a volontà.
- Nosy Tanikely è una riserva marina protetta, perfetta per lo snorkeling. Abbiamo visto pesci colorati e coralli. E i bambini hanno nuotato con le tartarughe!
- Nosy Sakatia è un’isola tranquilla e autentica, dove abbiamo potuto pranzare e rilassarci sulla spiaggia.



2. Nosy Iranja: la lingua di sabbia e il faro
La seconda escursione è stata un’avventura indimenticabile. Con una barca a scafo, abbiamo navigato per circa tre ore per raggiungere e tornare da Nosy Iranja, una lingua di sabbia bianca circondata da acque turchesi.

Le spiagge qui ricordano le Maldive! Sull’isola, abbiamo visitato il faro progettato da Gustave Eiffel, che offre una vista spettacolare sulla zona circostante. Il tragitto in barca è stato un po’ lungo, ma il panorama una volta arrivati ripaga di ogni fatica.



3. Albero sacro, Lemuriland, Hell-Ville e Mont Passot
La terza escursione è stata più culturale. Abbiamo iniziato la giornata raggiungendo il Grande Albero Sacro, un imponente ficus secolare che occupa uno spazio enorme ed è venerato dalla popolazione locale. Questo albero è considerato la dimora degli spiriti ancestrali e viene onorato con offerte e preghiere da parte della popolazione. Il Madagascar è un paese dove convivono principalmente tre religioni: il cristianesimo, l’islam e l’animismo. Quest’ultima è particolarmente diffusa nelle aree rurali e attribuisce un’importanza spirituale agli elementi della natura, come l’albero sacro, appunto.



Successivamente, abbiamo visitato Lemuriland, un parco dove i bambini hanno potuto vedere diverse specie di animali, tra cui lemuri (la specie del cartone Madagascar, re Julian! In effetti ce ne sono più di 100 varietà), coccodrilli e tartarughe giganti. Le tartarughe, di circa 200 anni (evidentemente si fanno gli ‘azzacci loro come insegna il detto), hanno nomi storici: Bonaparte, Napoleone e Josephine. Abbiamo persino visto un cucciolo di coccodrillo di soli 5 giorni!


Dopo queste visite, ci siamo recati a Hell-Ville, il capoluogo di Nosy Be, per visitare il mercato locale, vivace e colorato, con cibi, spezie e prodotti locali in vista.



Abbiamo concluso la gita con la vista dal Mont Passot, da cui si vedono a 360° tutte le altre piccole isole al largo di Nosy Be e un paio di laghi sacri. Mozzafiato.


Le persone e la cultura
Una delle cose che ci ha colpito di più è stata la gentilezza e la gioia di vivere delle persone locali. Nonostante le condizioni di povertà in cui vivono, i malgasci sono sempre sorridenti, ospitali e generosi.
La loro cultura è un mix di influenze africane, asiatiche ed europee, che si riflette nei costumi, nella musica e nella cucina.
Guida al Madagascar con i bambini: natura, cultura e avventura a Nosy Be: consigli pratici.
Quella che potrebbe essere percepita come una semplice vacanza si trasforma in un’esperienza ricca di emozioni e scoperte per tutta la famiglia, come era stato a Zanzibar. Ecco alcuni consigli utili per chi vuole organizzare una vacanza in Madagascar in famiglia:
- Parlare francese aiuta molto: il Madagascar è stato una colonia francese fino al 1960, e la lingua francese è ancora molto diffusa. Sapere qualche parola o frase in francese può rendere l’interazione con la popolazione locale più semplice e piacevole. I bambini, ad esempio, imparano il francese a scuola molto più che l’inglese.
- Crema solare 50+ e cappello: il sole è molto forte, quindi è fondamentale proteggere la pelle.
- Portare probiotici: io e mia figlia siamo partite sotto antibiotici e credo che i fermenti lattici che abbiamo assunto ci abbiano anche un pò protetto dai movimenti molesti intestinali che inevitabilmente un pò colpiscono in Africa, anche osservando le regole di buon senso.
- Non sono necessarie vaccinazioni particolari.
- Portare Autan: nonostante le disinfestazioni quotidiane, le zanzare ci sono. Così come i mukafuy, micidiali moscerini della sabbia. Se pungono meglio trattare con il gentalyn (non sono medico ma ho studiato all’università della vita).
- Matite e giochini da regalare: i bambini locali saranno felicissimi di ricevere piccoli doni.
- Tagli piccoli di euro o valuta locale: per acquistare prodotti locali e artigianali, conviene avere tagli piccoli o cambiare in ariary. Utili anche per lasciare mance, sempre molto gradite, a volte chieste con insistenza e una certa sfacciataggine.
- Portare una borsa aggiuntiva: borsette di paglia, cappelli, braccialetti, pareo, animaletti, vaniglia, estratto di ylang ylang… tornerete con molti souvenir che non saprete dove mettere.
- Lasciare vestiti e ciabatte: gli abiti che i nostri figli non usano più possono diventare regali preziosi per le famiglie locali.
- Portare un bel libro: le vacanze sono sempre occasione per staccare la spina e immergersi in storie bellissime. La colonna letteraria del mio viaggio, assieme a mia cognata, è stato”Tatà” della Perrin. Qui la recensione.
- Provare la salsa alla vaniglia: le colazioni con crêpes condite con salsa alla vaniglia locale sono un must!

Ecco la ricetta:
Salsa alla vaniglia del Madagascar con panna
Ingredienti:
- 250 ml di latte intero
- 250 ml di panna fresca
- 100 g di zucchero
- 30 g di amido di mais
- 2 baccelli di vaniglia del Madagascar (ho visto che li vendono su Amazon)
- Un pizzico di sale
Procedimento:
- Incidi i baccelli di vaniglia nel senso della lunghezza e raschia i semi con la punta di un coltello.
- Metti il latte, la panna, i baccelli di vaniglia, i semi, lo zucchero e un pizzico di sale in una casseruola. Porta a ebollizione a fuoco lento.
- In una ciotola, sciogli l’amido di mais con un po’ di latte caldo preso dalla casseruola, mescolando fino a ottenere una crema liscia. L’amido filtralo con un colino nell’unirlo al latte, rischio grumi altissimo.
- Versa il composto di amido nel latte e panna caldi, mescolando continuamente.
- Continua a cuocere a fuoco medio, mescolando, fino a quando la salsa si addensa e raggiunge la consistenza desiderata.
- Filtra per eliminare i baccelli di vaniglia e lascia raffreddare leggermente prima di servire.
La salsa alla vaniglia del Madagascar è perfetta per accompagnare crêpes, pancake, frutta fresca o torte. Un tocco di eleganza e gusto per ogni dessert! Noi l’abbiamo abbinata anche al Pandoro al rientro.
Guida al Madagascar con i bambini: natura, cultura e avventura a Nosy Be. Spero che questo articolo ti sia piaciuto!
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