Il gender pay gap: è un tabù? Ne parlo io

Il gender pay gap: è un tabù? Ne parlo io

Il gender pay gap (tradotto in italiano: la differenza di retribuzione tra donne e uomini) è un tabù.

Purtroppo se ne parla poco e se ne parla sempre con imbarazzo.

In generale a noi donne è insegnato fin da piccole, ben più che agli uomini, che parlare di soldi non è educazione. Non è affar nostro. E’ volgare. E’ una cosa da maschi.

Noi siamo quelle della cura, della solidarietà, delle relazioni. Gli argomenti di finanza non ci appartengono.

Risultato: secondo il Gender Gap Report 2019 realizzato dall’Osservatorio JobPricing con Spring Professional, rispetto ad un collega uomo, in Italia è come se una donna cominciasse a guadagnare dalla seconda metà di febbraio, e la differenza in media è di circa 2.700 euro lorde/anno.

Uno dei motivi è semplice: l’accesso delle donne alle posizioni apicali resta ancora molto basso, anche se in miglioramento. Secondo i dati Istat, emerge che dal 2008 al 2018 la percentuale di dirigenti donna è passata dal 27% al 32%, quella dei quadri dal 41% al 45%. Considerando però solamente i dipendenti di aziende private, la percentuale di dirigenti donne è del 15%, quella dei quadri il 29%, dati ancora veramente bassi seppur in aumento.

Dall ’analisi effettuata sul database dell’osservatorio Jobpricing però, a parità di ruolo le donne sono pagate anche più del 20% in meno. A questo punto non è più solo un tema di soffitto di cristallo.

Ci sono diversi altri motivi più o meno occulti e non se ne parla abbastanza:

1.la persistenza di una diffusa “segregazione” sul mercato del lavoro, cioè la presenza di veri e propri “silos” professionali che separano uomini e donne, riservando a queste ultime lavori, prospettive di carriera e quindi salari inferiori;

2. l’esistenza di “stereotipi” fortemente radicati, tali per cui le cure familiari restano soprattutto di pertinenza del gentil sesso, il che, senza adeguate politiche di conciliazione fra vita professionale e vita lavorativa, si traduce in minori opportunità lavorative e di guadagno;

3. la scarsa trasparenza delle retribuzioni, che rende meno evidente e aggredibile il fenomeno

Aggiungiamo anche che nonostante le donne studino di più (il 54% del tot laureati) privilegiano materie che hanno minori prospettive occupazionali e retributive.

E così per colmare il gender pay gap a livello mondiale secondo il World Economic Forum serviranno 108 anni! Davvero deprimente. Quindi prepariamo almeno il terreno fertile per le prossime generazioni.

La speranza me l’ha data mio figlio. Abbiamo visto insieme un video in cui due bambini (un maschio e una femmina) facevano insieme esattamente la stessa attività. A fine lavoretto il bambino veniva ricompensato con un bicchiere colmo di caramelle, la bambina con un bel po’ in meno. Alla domanda: “come mai a me sono state date meno caramelle? Abbiamo fatto esattamente la stessa cosa!” Veniva risposto “Perché tu sei una femmina!”

Entrambi i bambini e anche mio figlio erano davvero stupiti e la cosa che più mi ha colpito era vedere come il maschietto difendesse la sua amica dall’ingiustizia. E pure mio figlio.

 Perché è questo il punto: non è giusto. E lo capiscono persino i marmocchi.

Forse mai come in questa emergenza da COVID sta emergendo cosa voglia dire questa disparità. Nelle famiglie in cui è l’uomo ad essere il più colpito dal punto di vista professionale, il minor apporto economico della donna in famiglia si percepisce nettamente. Per non parlare della situazione delle donne e madri single. Anche in periodi “di pace” è stato calcolato che una maggiore retribuzione per le donne avrebbe un impatto importante sul PIL del Paese (fino a 31 punti a livello mondiale, secondo le stime di Bank of America). Vedete, ho fatto i compiti.

Quindi questa faccenda… non è solo un problema per noi, uomini voi lo capite vero? Le donne meno retribuite sono le vostre donne, quelle con cui avete fatto quei famosi figli che le penalizzano tanto. Quelle che assieme a voi contribuiscono al benessere della famiglia e dell’economia. Perché più soldi entrano in casa, più c’è modo di investirli nei vari altri ambiti (principio davvero basic di economia).

Per contrastare il gender pay gap oltre ad applicare delle regole di parità retributiva e sviluppare iniziative per ridurre l’effetto penalizzante delle cure familiari è importante svelare questi stereotipi e informare sul divario retributivo di genere.

Ho voluto fare la mia piccola parte con questo articolo (lo so è una goccia nell’oceano, ma avete visto quanto possa essere potente il contagio in altri campi, ben meno costruttivi, a partire anche solo da una persona!)

Grazie per averlo letto. Se volete saperne di più e leggervi il Gender Gap Report 2019 ecco qui il link.

Altri articoli della rubrica “MANAGER” li trovate qui.

Se questo articolo è stato di ispirazione e pensate che questa sia una causa da difendere…

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