Il vino come collante matrimoniale

Il vino come collante matrimoniale

Il vino come collante matrimoniale … pensate sia un clichè scontato? Non intendo che darsi all’alcolismo di coppia sia un’ottima ricetta per superare indenni la genitorialità e la depressione dilagante da pandemia (cioè, si, anche questo). Si scherza eh. Il mio articolo vuole più che altro concentrarsi su quanto appassionarsi al vino possa rappresentare un interesse che può legare la coppia in molteplici modi.

Prima di tutto si possono fare dei corsi insieme, avendo così la scusa per mollare i bambini ai nonni o alla babysitter e ritagliarsi una serata piacevole alla settimana. A due.

Serata di degustazione fatta l’estate scorsa in Trentino

Purtroppo, non potendo farlo per ovvie limitazioni contingenti, in questo periodo storico si può iniziare leggendo sul web qualche nozione di base, seguendo influencer del settore o prendendo dei libri a tema, facendo poi seguire la pratica alla teoria. Noi in realtà abbiamo cominciato a intendercene un po’ (soprattutto l’ING, io vado a rimorchio) da quando bazzichiamo spesso in Piemonte nella zona dell’Astigiano, Monferrato.

Lì le attività principali coinvolgono il gomito: per portare la forchetta alla bocca e il bicchiere al gargarozzo. Tra i vini proposti dai vari ristoranti e le gite nelle varie cantine abbiamo iniziato ad assaggiare diverse bottiglie e a impararne di più. Questa diventa anche un’ulteriore scusa per fare delle belle gite nei vigneti e nei siti produttivi (in zona ci sono le cosiddette cattedrali sotterranee dell’Unesco, la mia preferita in assoluto quella di Contratto, tra i migliori spumanti Metodo Classico). Cominciate a capire cosa intendo con “il vino come collante matrimoniale”? Diventa proprio una passione condivisa!

La cantina di Contratto
Le etichette in stile liberty sono meravigliose

Per apprezzare l’enologia, senza comunque essere degli esperti, occorre un pò di memoria e conoscenza della geografia (ancora una volta l’ING è messo bene in entrambe le questioni, io meno). Se non si è ferratissimi si può studiare un po’ ed esercitarsi.

Ad esempio a Natale, sempre per cominciare ad alzare il livello di conoscenza, sviluppare la memoria (olfattiva) e in attesa di poter fare un corso, ho regalato al marito una box contenente 88 aromi (Aromaster). Una specie di libreria olfattiva con tutti i principali sentori che si trovano nei vari tipi di vino. L’obiettivo è diventare così bravi da riconoscerli tutti.

Il set di Aromaster con 88 sentori

Si può giocare in famiglia e con gli amici, nella scatola è presente infatti anche un tabellone e le regole per renderlo un’attività di gruppo. Al momento abbiamo giocato solo fra noi coinvolgendo anche i nostri figli e provando a riconoscere alla cieca diversi profumi (rosmarino, menta, limone, tanti tipi diversi di fiori etc). E’ divertente, anche se il kit è professionale, come il prezzo dimostra, rendendolo un gioco e un passatempo non proprio comparabile al Monopoli. In ogni caso è stata una piacevole scoperta.

Un’altra geniale iniziativa che ha avuto l’ING è di iscriversi a WINOLOGY. In pratica è un abbonamento e ogni mese si ricevono due bottiglie a scelta del loro team. Una buona scusa per scoprire nuovi tipi di vino e produttori, spesso non proprio mainstream e dalla difficile reperibilità. Ogni bottiglia è accompagnata da una scheda descrittiva. Bella idea (regalo per la festa del papà o della mamma??).

Ovviamente abbiamo voluto comprarci una cantinetta per conservare le bottiglie. Grazie al mio lavoro in un’azienda di elettrodomestici ho potuto prenderla con un’agevolazione. Così ora abbiamo una collezione più estesa rispetto a quella che potremmo conservare in frigo.

Sempre il gruppo per il quale lavoro (mi permetto di segnalarlo perché è gratuita e lo dichiaro in modo che non sembri una pubblicità subliminale*) ha sviluppato una APP (si chiama hOn) che consente, tra le varie cose, di archiviare le proprie bottiglie in digitale. Si fotografa l’etichetta e automaticamente l’intelligenza artificiale la riconosce tra le migliaia in database (la funzione è “powered by” Vivino) e la salva nella propria cantinetta virtuale.

Io che archivio su app il nostro ultimo bottino

Così si ha sempre la situazione sotto controllo e si tiene traccia di tutte le bottiglie bevute. Ma non solo. Di fatto è un sommelier smart perché consiglia i migliori cibi da abbinare a ciascuna bottiglia. Viceversa, a partire da una pietanza, abbina tra le proprie bottiglie quella migliore. E non c’è bisogno di possedere una cantinetta vera per usare questa versione su APP, è utilizzabile da tutti!

Attivando la cantinetta virtuale si ha anche diritto a un 10% di sconto sul marketplace di Vivino. Qui se volete saperne di più. Scaricate la app, attivate la cantinetta smart e fatemi sapere cosa ne pensate!

Bene, penso di avervi dato qualche buon consiglio non richiesto, come da tradizione, per rafforzare o scoprire la vostra passione enologica in coppia. Il vino dunque come collante matrimoniale (che non sia l’unico!) ma anche come celebrazione di una delle cose per cui vale la pena vivere. Ovviamente consumandolo con moderazione ed equilibrio, che a ritrovarsi seduti in cerchio tra gli AA è un attimo!! Ma ça va sans dire… Se vi è piaciuto questo articolo, condividetelo con i vostri amici beoni. Prosit!

*d’altronde se scrivessi di un argomento del genere senza parlare della APP hOn, il nostro capo mi licenzierebbe in tronco e dovrei rinominare il blog eliminando la parte manager: MA-DONNA. Un po’ blasfemo.

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4 commenti su “Il vino come collante matrimoniale

  1. Ho conosciuto quello che poi è diventato mio marito mentre ero a metà del corso da sommelier, uno dei nostri primi appuntamenti è stato proprio una serata “cantine aperte” a canelli ☺️
    Condivido, è proprio un terreno su cui costruire una passione comune, che al di là della conoscenza di vini e territori (bellissimo scoprire l’Italia e il mondo levando i calici!) ti porta ad avere sempre delle belle esperienze da ricordare.. noi siamo un continuo “ti ricordi quel vino bevuto qua..” e “la birra speciale che abbiamo scovato in Belgio e il giro in produzione?”.. adesso aspettiamo la release del Barolo dell’anno di nascita di nostro figlio 😉

    1. Che bello Marina! Vedo che il Piemonte ha lasciato un bel segno anche su di te ;). Allora prova la app di cui parlo nell’articolo e fammi sapere se ti piace che mi dai anche un bel feedback utile per il lavoro. Un abbraccio e… cheers!

      1. si l’ho scaricata! appen aho un momento la popolo con le nostre bottiglie 😉
        io ormai sono una quasi-piemontese d’adozione, quindi conosco bene le zone! anzi, se vi piace il nebbiolo ma volete qualcosa di diverso dalle solite – bellissime – langhe, provate la zona di Gattinara e dell’alto Novarese!

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