Maternità e carriera: perché (forse) conviene iniziare prima

Maternità e carriera: perché (forse) conviene iniziare prima

Maternità e carriera: perché (forse) conviene iniziare prima. L’ispirazione per questo articolo nasce da una riflessione di una Madonnager (anzi Madonningegner) della community, che mi ha scritto dicendo che sono stata brava a fare due figli vicini e abbastanza giovane. Che poi giovane… a 32 il primo e a 34 la seconda.

Mi ha anche suggerito di darlo come consiglio non richiesto. Non mi arrogo il diritto di dire che sia la decisione migliore per tutte: ognuna ha la sua strada e i propri tempi, ma ecco perché in effetti può essere un vantaggio.

Il tempo biologico e il tempo professionale

L’età media della prima maternità si è spostata sempre più avanti. In Italia, oggi, si diventa mamme per la prima volta intorno ai 32 anni (io quindi sono stata nella media), e il numero di donne che affrontano gravidanze oltre i 35 continua a crescere. La società moderna spinge verso carriere lunghe, stabilità economica, e spesso la maternità viene vista come un “dopo”, un qualcosa che può aspettare. Ma la biologia non segue i trend.

Perché le donne procrastinano la maternità?

Le ragioni sono molteplici, al di là dei motivi legati al trovare il partner giusto. Da un lato, la necessità di affermarsi professionalmente prima di affrontare la sfida della genitorialità (vale per madre e padre). Dall’altro, la ricerca di una maggiore stabilità economica e personale. A questo si aggiunge il timore, fondato, che la maternità possa rappresentare un ostacolo nella carriera: ancora oggi, molte donne subiscono discriminazioni nei processi di selezione perché si presume che prima o poi avranno figli.

​E così negli ultimi anni, la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) in Italia ha registrato una crescita significativa. Nel 2022, sono state trattate 87.192 coppie, con un totale di 109.755 cicli effettuati, portando alla nascita di 16.718 bambini. Questo rappresenta un aumento rispetto al 2021, quando le coppie trattate erano 86.090, i cicli effettuati 108.067 e i bambini nati vivi 16.625. Dal 2005 al 2022, l’attività di PMA è quasi raddoppiata, passando da 63.585 trattamenti nel 2005 a 109.755 nel 2022. ​

L’età media delle donne che si sottopongono a cicli di PMA è aumentata da 34 anni nel 2005 a 37 anni nel 2022. In particolare, la percentuale di donne sopra i 40 anni è cresciuta dal 20,7% nel 2005 al 33,9% nel 2022. Questi dati sono significativi e fanno riflettere. In altri Paesi Europei è pratica molto diffusa congelare gli ovuli, ma è una materia complessa e delicata che non conosco personalmente. Se ti interessa il tema della PMA segui Francesca di @unuovoinviaggio che racconta la sua esperienza a riguardo e le sue sfide lavorative. Qui invece avevo intervistato una mia ex collega sulla pratica dell’adozione.

Non è mai la stagione giusta per le donne, l’avete notato?

Prima lo spauracchio che si sposi e resti incinta, poi da mamma il bias è che sia distratta e che il lavoro passi come ultima priorità. Poi, però, c’è una finestra preziosa: quando i figli sono più grandi, si recuperano energie e, con un po’ di organizzazione, si possono fare dei bei salti di carriera se si vuole e se si ha ambizione. (Io ho cambiato lavoro quando la mia seconda figlia aveva un anno. E’ stata una scelta molto saggia, avevo davvero voglia e bisogno di avere nuovi stimoli. Confesso che dichiarare nei colloqui che avevo già due figli e che consideravo chiusa la pratica gestazionale mi ha dato di sicuro un vantaggio competitivo.)

Ma poco dopo arriva un’altra fase impegnativa: il periodo della menopausa, con tutti i cambiamenti ormonali, i genitori anziani che richiedono più cura e figli adolescenti da gestire. E ancora una volta, per le donne, sembra non esserci mai un momento davvero “giusto” per concentrarsi solo sulla carriera senza distrazioni.

Due scelte possibili: carriera prima o maternità prima

Maternità e carriera: perché (forse) conviene iniziare prima.

Alla fine, le strade percorribili sono principalmente due: o si punta tutto sulla carriera subito, rimandando i figli, con il rischio di avere più difficoltà in seguito e, spesso, di fermarsi a un figlio unico, oppure si sceglie di affrontare la maternità presto, con tutti i sacrifici che comporta, per poi rimettersi in gioco con una nuova energia.

In quest’ultimo caso, può essere appunto utile, come ho fatto io, anche valutare un cambio di azienda o ruolo subito dopo il rientro per riposizionarsi meglio e liberarsi dal “peccato originale” della maternità, che ancora pesa in molti ambienti lavorativi.

(sul come combattere il maternal bias avevo scritto un articolo, comunque)

Vantaggi di iniziare prima

Decidere di diventare madre in età più giovane, per chi può e lo desidera, comporta alcuni vantaggi innegabili. Il primo è l’energia: crescere bambini richiede una dose infinita di forza mentale e fisica. Con il passare degli anni, questa resistenza si riduce e bilanciare il tutto diventa ancora più complesso. Inoltre, una donna che ha già affrontato la maternità può affrontare il mercato del lavoro con più sicurezza, senza il pregiudizio di chi teme di “perdere” una dipendente per un congedo.

Torni più competitiva

Dopo la maternità, molte donne riportano un senso di maggiore sicurezza e determinazione. Gestire una famiglia sviluppa capacità di problem-solving, organizzazione e gestione del tempo che si rivelano preziose anche sul lavoro. Inoltre, una volta superato il periodo più intenso della crescita dei figli, si può tornare nel mercato del lavoro con una prospettiva rinnovata e con meno vincoli rispetto a chi affronta la maternità più tardi nella carriera, magari quando si trova in posizioni di leadership con più responsabilità.

La realtà: ogni scelta ha un prezzo

Ovviamente, diventare madre presto significa affrontare sacrifici. Si fa fatica, si concilia in modo più istintivo che strategico, si cresce insieme ai propri figli. Ma rimandare troppo significa anche affrontare sfide diverse: percorsi di fertilità più complessi, rischi maggiori per la salute e il dover conciliare la maternità in un momento della carriera dove si è ai vertici e con meno margine di errore.

La scelta senza pregiudizi

La scelta senza pregiudizi

L’importante è liberarsi dal giudizio. Non esiste un’età giusta per diventare madre, ma una consapevolezza spesso trascurata: la natura non aspetta i nostri piani. Non è una questione di bravura o tempismo perfetto, e ogni percorso è unico. La cosa più importante è avere informazioni chiare, per poter scegliere con consapevolezza e senza rimpianti.

A volte il viaggio verso la maternità è lineare, altre volte è pieno di ostacoli. E in entrambi i casi, serve coraggio.

Maternità e carriera: riflessioni senza tabù.

Qual è stata la tua esperienza? Parliamone nei commenti! Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo. Aiutiamo le giovani donne a scegliere in modo più consapevole.

Sono Atena, in arte (!) Madonnager, mamma-donna-manager e dispenso consigli che nessuno ha chiesto per conciliare la multipersonalità. Restiamo in contatto sul mio profilo Instagram!

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