Oscillazioni over 40: manuale ironico (e non richiesto) per quando il corpo inizia a cambiare

Oscillazioni over 40: manuale ironico (e non richiesto) per quando il corpo inizia a cambiare

Sono le 6.30 di sabato mattina e sono già sveglia. Nessuna nuova disciplina zen, né improvvisa vocazione spirituale, ma da qualche tempo il mio corpo ha deciso che i ritmi di una volta non sono più validi. Pre menopausa, sintomi over 40? Un tempo avevo un bioritmo completamente diverso, dormivo ovunque e a qualsiasi ora senza dover negoziare nulla se non la mia dignità, ora invece mi sveglio presto con una lucidità sospetta e una sensazione piuttosto chiara: qualcosa è cambiato.

E non è solo stress. Non è nemmeno “l’età”, detta con quel tono vago e un po’ rassegnato che non spiega mai nulla. Molto spesso è l’inizio appunto di quella fase chiamata pre menopausa, che può arrivare dopo i 40, senza preavviso e senza istruzioni per l’uso. Gli ormoni iniziano a oscillare, gli estrogeni diventano meno prevedibili, il progesterone fa quello che vuole e il corpo inizia un’altalena di riassestamento che coinvolge tutto, dall’energia all’umore, dalla concentrazione al metabolismo.

Una storia fatta di irritabilità improvvisa, stanchezza che non si spiega solo con le giornate piene, concentrazione a intermittenza, fame diversa, corpo che cambia distribuzione della ciccia senza chiedere autorizzazione, emotività meno contenuta. Il rischio è pensare di essere diventate fragili o instabili, quando in realtà il corpo sta semplicemente chiedendo un tipo di ascolto nuovo.

Verrebbe voglia di andare da un chirurgo e dire “fai di me ciò che meglio credi!” (Cit. una Madonnager della community).

E poi c’è anche la sessualità, che in questa fase smette di collaborare per riflesso condizionato. Il desiderio ogni tanto si prende ferie non concordate, l’entusiasmo arriva su appuntamento e il corpo, improvvisamente, pretende attenzioni che prima non erano nel contratto. Non è che non funzioni più nulla, è che il “via libera” automatico è stato disattivato. In pratica, ora serve un chiaro briefing preliminare.

La parte più faticosa, spesso, non è nemmeno il cambiamento in sé, ma il sentirsi impreparate. Perché nessuno ci ha mai spiegato davvero cosa succede in questa fase e così si tende a minimizzare, a tenere duro, a pensare che basti dormire di più o organizzarsi meglio. Invece no. Serve consapevolezza, serve normalizzare, serve smettere di vivere questi segnali come una crisi personale. Perché ci riguarda tutte. E quando c’è qualcosa di scomodo di cui parlare, non mi tiro certo indietro.

Consapevolezza significa anche iniziare a prendersi un po’ più cura della prevenzione, senza ansia e senza drammi. Per me questo si traduce in una routine di base che negli ultimi anni è diventata abbastanza stabile: mammografia ed ecografia una volta l’anno, Pap test, esami del sangue. Niente di eccessivo o di ossessivo. Non possiamo scongiurare nulla, ma decidere di tenersi sotto controllo quello sì almeno è nelle nostre mani. E può fare la differenza.

Accanto ai controlli, poi, c’è tutto il resto. Alimentarsi in modo un po’ più stabile, bere di più, muoversi con regolarità (oddio sembrano i consigli di Studio Aperto in estate…), assumere integratori concordati con medico/farmacista, proteggere l’energia invece di sprecarla tutta. Soprattutto accettare che il corpo non risponda più agli stessi stimoli di dieci anni fa. Non è una resa, è un cambio di strategia. E anche questo, a pensarci bene, ha molto a che fare con la maturità.

E se nel frattempo pensiamo di essere sole, di vivere qualcosa che riguarda solo noi mentre i nostri amici uomini sembrano attraversare gli anni con grande disinvoltura, vale la pena raccontare una scena che ridimensiona il mito. Una sera, cocktail in mano, mi sono trovata ad ascoltare quattro amici che chiacchieravano serenamente dei primi controlli alla prostata. Con naturalezza, spirito pratico, persino una certa complicità. Ho sorriso pensando che sì, anche per loro, più o meno dopo i 40, iniziano conversazioni che non avevano previsto. La differenza forse è che noi tendiamo a chiederci cosa stiamo sbagliando, mentre loro archiviano il tutto come una nuova voce di esperienza.

Forse la chiave è proprio questa. Non opporsi a ogni cambiamento, ma attraversare questa fase con meno giudizio e più alleanza. Siamo semplicemente in una fase nuova, complessa, a tratti scomoda, che può diventare più leggera se iniziamo a raccontarcela insieme, con un sorriso.

Pre menopausa, sintomi over 40: no panic dunque e ricordiamoci che il meglio deve ancora arrivare, secondo la teoria della curva a U della felicità. La conosci? Ne avevo parlato qui! E tu quali sintomi ti senti già?

Sono Atena, Madonnager (mamma.donna.manager) e dispenso riflessioni che nessuno ha chiesto su lavoro, maternità e conciliazione. Restiamo in contatto su mio profilo Instagram!

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