- di Madonnager
Padova, Vicenza e Verona: guida completa alle tre città venete da non perdere in famiglia.

Ci sono amicizie che diventano geografie. Ti accompagnano in Friuli, nel Cilento, in Normandia e poi eccole in Veneto per il Ponte dell’Immacolata, mentre attraversi Padova, Vicenza e Verona sempre con la stessa leggerezza (nonostante le migliaia di passi). Con Lello, Sara e Gabri, compagni di viaggio ormai ufficiali, abbiamo esplorato tre città che raccontano l’Italia da angolazioni diverse: arte medievale e rinascimentale, buon cibo, architetture straordinarie e quel senso di scoperta che con i bambini si amplifica sempre. E poi sì, i mercatini di Natale, croce e delizia.
Padova. La città che rivela la sua bellezza passo dopo passo.
Padova è perfetta da scoprire a piedi. Le piazze erano in parte coperte da bancarelle e l’impatto iniziale non è stato dei più felici, ma basta superare quel primo strato per accorgersi che la città conserva una luminosità tutta sua, al di là delle luci di Natale. E abbiamo accertato una volta per tutte che non è vicino all’Islanda (e viceversa).

Il Palazzo della Ragione è un esempio notevole di architettura medievale. La sala superiore è un ambiente immenso, una navata unica che ospita affreschi e una volta che assomiglia allo scafo di una nave rovesciata. È un luogo che invita a camminare lentamente e ad alzare gli occhi, cervicale permettendo.

La Cappella degli Scrovegni è uno dei motivi principali per cui vale il viaggio e va prenotata con anticipo. Gli affreschi di Giotto hanno una forza immediata. I colori sono intensi e la narrazione sacra diventa sorprendentemente moderna (comprensiva di primo bacio della storia dell’arte!) . Anche chi non ha un amore particolare per le Madonne con bambini e Bambini con Madonne (quante ne abbiamo viste in questi giorni!) come massima espressione artistica, si ritrova coinvolto.


La Basilica di Sant Antonio è un altro spazio che merita ovviamente una visita. I chiostri sono luoghi di silenzio e di calma e la presenza delle reliquie (fa un po’ senso vedere le corde vocali e i denti del Santo a dire il vero) richiama un senso di storia profonda che va oltre la dimensione religiosa.


Per le cene (abbiamo passato due notti in città), ci siamo affidati a due indirizzi sicuri. La Banda del Buso e la trattoria San Pietro che propongono cucina tipica veneta, semplice e genuina (non osare non assaggiare il merluzzo almeno in una delle varie modalità di preparazione locale). E come ogni città veneta che si rispetti, anche Padova offre cicchetti irresistibili, le tapas locali, perfette per accompagnare uno spritz bevuto in una giornata di sole. Ma anche Bar storici come il famoso Pedrocchi, che restava aperto 24 ore su 24 ai tempi e dava ospitalità ad artisti, politici ed intellettuali, ma anche ai nullatenenti che cercavano riparo nella Sala Verde. Si può dare una sbirciata agli interni anche senza consumare e ne vale la pena.

Consiglio pratico. La Carta Famiglia è una soluzione ideale per chi viaggia con bambini, perché consente l’accesso a diversi siti culturali con un unico biglietto, facilitando organizzazione e costi. Merita anche una visita la galleria d’arte della mia amica Elena Comin (21 Art), che avevo visitato qualche mese fa e che continua a essere un luogo pieno di ispirazione e sensibilità artistica. Lei un’altra Madonnager che si è “rinnovata” dopo i 40 anni, creando una nuova carriera e per me è fonte di ispirazione.

Vicenza. L’eleganza sussurrata.
Spostandosi verso Verona, Vicenza è una città che non ha bisogno di impressionare. Lo fa comunque, ma in modo naturale. Il Teatro Olimpico è una delle esperienze più suggestive dell’intero itinerario. La scena prospettica fissa progettata da Scamozzi a completamento dell’opera del Palladio (il Re indiscusso della zona) regala un’ illusione di profondità impressionante.


La Basilica Palladiana in Piazza dei Signori conferma tutta la maestria dell’architetto. È un edificio dall’ equilibrio perfetto. Le arcate, le proporzioni e il ritmo degli spazi creano un senso di armonia immediato. Si chiama Basilica ma in origine non era un luogo religioso bensì la sede del mercato cittadino e delle riunioni pubbliche. Stessa cosa il Palazzo della Ragione a Padova, che però è stato ispirato da questa opera vicentina e non viceversa, come ha voluto sottolineare un’abitante del luogo in un interessante sfoggio di campanilismo.

Allontanandosi leggermente dal centro si scorge Villa La Rotonda. È una delle opere più celebri di Palladio e anche una delle più emblematiche per comprendere il suo pensiero architettonico. Geometria e simmetria sono la sua firma.
Se la città ospita eventi come Glasstress a Palazzo Thiene (visitabile fino all’8 marzo 2026) vale la pena inserirli nel programma. Arte contemporanea e vetro (from Murano) dialogano con leggerezza creando un contrasto interessante con la monumentalità cittadina. E soprattutto consentono alcuni scatti Instagram-friendly.




Verona. Una città romantica anche quando è piena di gente.
Il nostro arrivo a Disneyland, ehm, Verona la domenica a pranzo è stato piuttosto impegnativo. La confusione era notevole e l’Arena quasi scompariva tra le bancarelle. Non la sua versione migliore, ma Verona resta comunque una città con un anima forte e riconoscibile.

Le piazze sono la sua parte più scenografica. Piazza delle Erbe e Piazza dei Signori offrono spazi che mescolano storia e vita quotidiana in un modo del tutto particolare.


La Chiesa di San Zeno, nel quartiere dove abbiamo pernottato, è stata una vera scoperta. La pala del Mantegna domina con eleganza e profondità e invita a prendersi tempo per guardare davvero tutti i dettagli del dipinto.


Per la cena ci siamo affidati alla Locanda del Castello (altra chicca trovata da Lello, in rima), un indirizzo storico famoso per il bollito. A fine cena è comparso anche un carrello di dolci, permettendoci di proseguire la dieta secondo i piani, tra un Tiramisù e un budino con Pandoro). Una sosta piacevole che conferma quanto Verona sappia essere accogliente anche per lo stomaco.



Sul Balcone di Giulietta vale la pena chiarire un punto. La leggenda nasce nell’Ottocento quando Verona decise di trasformare la casa dei Cappello in un luogo simbolico legato ai Capuleti per sfruttare la fama mondiale della tragedia di Shakespeare. La città aveva bisogno di un punto fisico che rendesse reale una storia mai esistita e il balcone venne aggiunto proprio per dare un volto concreto al mito dell’amore impossibile.
Tutta una grande menzogna dunque. Per entrare nel cortile occorre prenotare online. Chi desidera comunque vedere il balcone solo dall’esterno può accedere al negozio di souvenir accanto e scattare una foto senza code (è quello che abbiamo fatto noi). Una volta tornati a casa il consiglio non richiesto è di ripassare Shakespeare e Leonardo di Caprio in Romeo+Juliet, disponibile su Netflix. Sublime (Di Caprio, ovviamente. E questa non è una menzogna).

Non ripartire prima di aver preso la Funicolare e goduto della vista mozzafiato che si apprezza dal Castel San Pietro, per noi ultima tappa prima di tornare in Lombardia.


Viaggiare insieme è un investimento emotivo
La triade Padova – Vicenza – Verona è perfetta per le famiglie. I bambini imparano osservando, facendo domande e riempiendo gli spazi con la loro curiosità. E gli adulti riscoprono la gioia delle cose semplici.
Lello, Sara e Gabri sono stati ancora una volta protagonisti di un viaggio che ha unito spensieratezza e cultura. Così nascono i ricordi che restano davvero.
Un viaggetto quindi assolutamente consigliato, perfetto per un ponte. Magari in un periodo più tranquillo (come avrai capito questi mercatini di Natale non ci hanno particolarmente colpito), ma comunque capace di regalare bellezza.
Padova, Vicenza e Verona guida completa alle tre città venete da non perdere in famiglia. E tu quali tappe aggiungeresti?
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