Place to be in famiglia: Friuli Venezia Giulia

Place to be in famiglia: Friuli Venezia Giulia

Place to be in famiglia: Friuli Venezia Giulia. Il titolo è volutamente ironico (non lo diresti che è un Place to be) ma dopo questi giorni con famiglia e amici devo proprio dire che la regione mi ha colpito ed è entrata nel cuore. Nel DNA già c’era, mia madre è di origine veneto-friulana ma della zona di Pordenone.

Non mi ero mai avventurata più ad est. Questo giro di 5 giorni unendo i ponti del 25 Aprile e 1 Maggio ci ha permesso di visitare bene le zone più interessanti. Quindi Madonnager Pro Loco.

Nostri compagni di viaggio gli amati Lello, Sara e Gabriele, già conosciuti su questi schermi ad Andalo e nel Cilento. Abbiamo iniziato il giro con quella che poteva essere una tragedia, il proprietario della casa che avevamo affittato ci ha fatto sapere il giorno stesso del nostro arrivo, quando ormai eravamo in viaggio, che il riscaldamento non funzionava. Abbiamo disdetto enunciando mentalmente ogni insulto possibile in ordine alfabetico. Per fortuna abbiamo trovato un’offerta last minute a Cividale del Friuli, in un appartamento che poi si è rivelato perfetto.

In un palazzo del 1.600 in centro città, vicino alle terme romane, con una grande terrazza sui tetti e con vista Duomo. Comodissimo per girare tutte le nostre tappe, arredato recentemente con gusto, cura e dotato di tutti i comfort, tra cui il riscaldamento! Perchè in 5 giorni abbiamo vissuto tutte e 4 le stagioni e la sera faceva decisamente freddo.

Arrivando abbiamo iniziato il primo tour.

Se stai leggendo perchè stai pianificando un viaggio in Friuli Venezia Giulia o perchè sei già arrivato e hai voglia di qualche ispirazione, il primo consiglio non richiesto è di acquistare la FVGcard. Dà accesso a tutti i monumenti e musei rilevanti e dà diritto a visite guidate in città. Ne abbiamo usufruito a Udine, a Trieste e Gorizia passando dagli Infopoint delle città. Ovviamente l’esperienza di girare per le vie e i monumenti con qualcuno che te li spiega è molto più interessante, anche per i bambini.

Continua a leggere, che ti porto con me.

AQUILEIA E PALMANOVA

Intanto lo sapevi che Aquileia oggi è una cittadina relativamente piccola, ma durante l’antichità classica fu grande e prominente come una delle città più estese del mondo con una popolazione di oltre 100.000 abitanti nel II secolo d.C? Io no. E’ patrimonio dell’UNESCO per la ricchezza dei mosaici rinvenuti in zona e resti romani raccolti nel museo archeologico. Abbiamo ammirato monete, gioielli (chiare le fonti di ispirazione di DODO, ad esempio) e tantissimi reperti in vetro.

Mai visti prima così colorati e ben conservati! Bellissima poi la basilica paleocristiana con un pavimento in mosaico policromo del IV secolo e cripte. Abbiamo fatto merenda assaggiando il dolce di Aquileia alla pasticceria Mosaico: “E’ un concentrato di ingredienti in uso nell’Antica Roma per realizzare i dolci. Noci, farro, fichi e miele danno vita ad un dolce dal cuore morbido e cremoso, racchiuso in una frolla croccante che rende ogni morso un’esperienza unica”. Credo ce ne faremo mandare qualcuna grazie al loro e commerce.

Raggiungendo Cividale per iniziare il nostro soggiorno abbiamo fatto tappa a Palmanova. Te la ricorderai dai libri di storia o storia dell’arte. La città ha una pianta a forma di stella a 9 punte dovuta alle sue mura del ‘500 (PATRIMONIO DELL’UNESCO), dettaglio che puoi goderti se ci arrivi in aereo o in mongolfiera. Altrimenti ti limiterai a immaginartelo e potrai fare un giro veloce raggiungendo l’enorme piazza della città, comunque degna di nota.

La sera abbiamo fatto il primo incontro con il Frico al ristorante “La Frasca di Gianni, piatto tipico locale (di base formaggio o formaggio con patate cotte in padella fino a raggiungere una croccante doratura) la cui porzione giusta è da 1 persona se siete in 4. Fidati di me. In alternativa preparati ad una digestione molto molesta. Non vergognarti di chiedere la Doggy Bag con gli avanzi, è usanza locale.

CIVIDALE DEL FRIULI

Questa piccola perla è stata come detto sede del nostro soggiorno. Si chiamava Forum Iulii al tempo di Giulio Cesare che l’aveva elevata a Forum, mercato. Tutta la regione ha preso poi il nome proprio da questo. E’ stato poi un importante centro longobardo. Da vedere il museo con i resti di questa civiltà da cui più o meno noi tutti italiani deriviamo. Si persino i Calabresi si sono fusi con questo popolo. (Rinnovo l’invito ad ascoltare il Podcast sui Longobardi di Barbero. Ne avevo parlato qui).

Degno poi di nota il Tempietto Longobardo assolutamente da visitare prima di concedersi una passeggiata sul Ponte Del Diavolo. Scendendo sulla riva, l’aria fresca e il colore dell’acqua regalano una vista davvero suggestiva. Si dice che il Diavolo avesse aiutato i cittadini a costruire il ponte in cambio della prima anima che lo avesse attraversato. I cividalesi lo fregarono facendoci camminare per primo un maiale.

Da qui in pochi minuti si raggiunge una zona dove è possibile vedere il volo di rapaci ammaestrati detti “Gli acrobati del sole”, nome geniale, parola di donna di Marketing. Mi ha molto colpito, ci sono volate aquile e barbagianni a 2 cm dal naso. Inutile specificare il livello di gradimento dei bambini. Esperienza da fare assolutamente. Una nostra amica ci aveva consigliato anche la Casa Delle Farfalle a Bordano, ma non siamo riusciti a incastrarlo tra i vari giri. Se ci riesci ad andare fammi sapere.

UDINE

Una delle tre tappe visitate con la guida. Ci ha fatto notare diversi particolari storici e architettonici che difficilmente avremmo potuto cogliere da soli. Imperdibili la Loggia del Lionello, il Duomo, il colle del castello (si dice sia stato costruito da Attila- il colle- non il castello- per vedere da lontano l’incendio con cui aveva raso al suolo Aquileia) con i dipinti del Tiepolo… Ma è piacevole anche solo passeggiare per le strade e le piazze di questo centro dove appare chiara la presenza della dominazione Veneziana. Bellissimo.

La guida ci ha insegnato qualche frase tipica in friulano. L’autrice al momento ricorda solo come ordinare un bicchiere di vino in osteria ossia “Un taj de chel bon” (un bicchiere di quello buono). Lo sa l’autrice, che non le fa onore.

Io e la mia amica Sara, dopo aver cercato a più riprese di comprare in fascia oraria pranzo delle ciabattine Friulane, trovando chiuse tutte le botteghe più locali, abbiamo ripiegato su uno shopping orientale prendendoci un kimono giapponese in un mercatino in piazza, dall’orario continuato.

Così ci ricorderemo di Udine, nella nostra mise tipica del sol levante. Che la mia vita sia spesso surreale credo si sia ormai capito.

TRIESTE

La gita più lunga è stata in questa patria delle Assicurazioni Generali (qui hanno la sede principale e posseggono i palazzi di mezza città). Si respira proprio un’aria mitteleuropea per via dell’architettura liberty tipica dei grandi centri nord europei, come Vienna. Essendo stato porto franco sono davvero passati mille popoli ed è stato epicentro di cultura, fusione e convivenza.

Prima di arrivare in città abbiamo visitato da fuori il Castello di Miramare e i giardini circostanti.

Arrivando in centro anche in questo caso la guida (uomo questa volta) ha fatto la differenza, anche se ha indugiato a lungo sulle zone malfamate della città, oggi riqualificate, dove marinai e povera gente passavano molto tempo nei bordelli. Specificando che anche Joyce, lo scrittore dell’Ulisse, fosse un grande frequentatore dei luoghi. Chissà cosa hanno capito i bambini che passeggiavano allegri a testa in su guardando i vari palazzi incriminati…Dopo un bel pranzo in compagnia di un amico di Lello che insegna a Trieste abbiamo proseguito il nostro giro.

Bellissima la vista dal Castello di San Giusto (all’interno presente un’armeria con spade, elmi e alabarde. I maschi in visibilio, e la femmina per spirito solidale, pure). Per me invece meravigliosa la chiesa omonima a fianco, con dei mosaici antichissimi che mi hanno fatto restare incantata a lungo (forse anche la panca al fresco ha contribuito alla voglia di guardare tutti i dettagli della Madonna mosaicata).

GORIZIA e GRADO

Gorizia va visitata anche se piccolina e meno bella delle altre tappe, perchè si ha la possibilità di capire meglio il periodo della prima guerra mondiale e l’impatto che ha avuto il passaggio delle terre dalla Slovenia all’Italia. Una zona di conflitti e tensioni ancora in parte presente nei racconti dei locali. Abbiamo visto il fiume Isonzo andando verso Redipuglia, dove c’è un mausoleo con più di 100.000 corpi di soldati morti in guerra. Sicuramente suggestivo, una grande lezione anche per i bambini.

In mezz’ora siamo poi andati a Grado, rinomata località balneare, dove i piccoli hanno passato qualche ora respirando aria di mare, dove abbiamo bevuto uno Spritz al tramonto e mangiato dell’ottimo pesce.

DEGUSTAZIONE DI VINI E DI PROSCIUTTO

Place to be in Famiglia: il Friuli Venezia Giulia regala molto anche dal punto di vista enogastronimico. Il territorio così vario che va dalle montagne, alle colline e al mare offre oltre al già citato Frico, salumi e formaggi, un’offerta di vini bianchi notevole.

Abbiamo fatto una degustazione alla cantina Tunella dove abbiamo provato diversi bicchieri… Su tutti ha vinto la Ribolla Gialla, per noi il vino della vacanza.

Rientrando l’ultimo giorno siamo poi passati da San Daniele dove abbiamo visto l’aria di montagna e le correnti marine contribuire alla creazione del famoso prosciutto crudo.

La prosciutteria Coradazzi è stata la nostra mèta, abbiamo scoperto grazie a degli interessanti video, tutte le fasi della preparazione di questa specialità DOP. Siamo poi stati a degustare nel locale della famiglia “Al Baccaro”. Ho sconvolto il proprieterio ordinando del prosciutto cotto, all’inizio non ha capito che stessi scherzando, ma poi si è messo a ridere di gusto facendoci ingozzare di prelibatezze locali.

Il nostro bel giro si è concluso con una veloce visita ai miei nonni, sepolti a Sesto al Reghena, uno dei borghi più belli d’Italia.

Che dici allora? Place to be in famiglia: Friuli Venezia Giulia. Ti ho convinto? Spero di si, questa regione si merita di essere più conosciuta e visitata, da poco è stata lanciata una campagna pubblicitaria per attirare turisti italiani e stranieri. L’hai vista?

Lunga vita al Friuli! Se hai qualche tappa da consigliare aggiungila nei commenti all’articolo o sulla mia pagina Instagram, restiamo in contatto.

Ps tutti i posti citati non sono #adv ma spassionati #consiglinonrichiesti #probono.

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