Rimettersi in gioco dopo i 40 anni (ma non solo)

Rimettersi in gioco dopo i 40 anni (ma non solo)

Rimettersi in gioco dopo i 40 anni (o “quando arriva, arriva!”): un racconto su multipersonalità femminile, transizione professionale e nuovi inizi possibili.


Tutto è partito da una newsletter, quella di Fabiana Andreani, che mi ha invitata a raccontare il mio percorso su FARO.
Non è stata un’intervista. È stata una specie di specchio.
Perché quando provi a spiegare a qualcun altro che cosa è successo, ne prendi davvero coscienza.
Certe cose le capisci solo quando le dici ad alta voce.

E allora provo a farlo anche qui.
Perché chi è dentro a un cambiamento professionale lo sa: alcune trasformazioni non si raccontano, semplicemente si attraversano.
E mentre succedono, ti rendi conto che non sei una. Sei tante. Ma già lo sapevo quando ho fondato questo blog, che nasce appunto come un racconto di multi-personalità!


I vari ruoli femminili sono una realtà, non una contraddizione

Ci hanno abituate a scegliere: o madre o professionista. O dolce o decisa. O affidabile o ambiziosa.
Ma le donne non sono “o”. Le donne sono “e”.
Siamo fatte di strati, di voci interne che si alternano, si rafforzano, a volte si scontrano.

Io stessa, dopo anni in ruoli di responsabilità nel marketing, ho lasciato una posizione da direttrice per fare spazio a qualcosa di nuovo.
Non perché non amassi più il mio lavoro, anzi.
Ma per una serie di motivi, anche personali, ho sentito che era il momento di fermarmi.
All’inizio era solo una sensazione, qualcosa di difficile da definire: un disagio lieve, ma crescente.
Poi, giorno dopo giorno, quella sensazione ha preso forma, fino a diventare impossibile da ignorare.
Quel contesto non mi rappresentava più e non era allineato ai miei valori.
E quando ho smesso di definirmi solo attraverso un titolo, ho iniziato a riconoscere tutte le altre parti di me.


Una transizione di carriera può rivelare il nostro valore più autentico

Ogni donna che conosco vive in almeno tre o quattro versioni contemporaneamente.
Non è teatro (con buona pace di Pirandello e le sue maschere). È vita.

A volte le nostre parti si contraddicono.
A volte si aiutano.
Altre si aspettano, pazienti.
E ogni tanto si lasciano indietro, per poi ritrovarsi.

Essere multipersonali è faticoso, sì.
Ma è anche il modo più completo che abbiamo per essere vive, presenti, vere.


Fermarsi a volte può voler dire… riscriversi.

Negli ultimi mesi ho fatto spazio. E nel farlo ho capito che non stavo affatto rallentando.
Stavo imparando. Lavorando. Costruendo.

  • Ho completato un master online su digital marketing e intelligenza artificiale, per aggiornare le mie competenze e restare in ascolto dei grandi cambiamenti in atto.
  • Ho gestito progetti di consulenza in marketing e branding per aziende e agenzie.
  • Ho tenuto sessioni di formazione aziendale in aula, dove si crea una bellissima energia con altri manager e la loro voglia di confrontarsi.
  • Ho creato le mie video pills su leadership e management, pensate per chi vuole rafforzare le proprie competenze in modo pratico e veloce.

E ho aperto una nuova via: le consulenze personalizzate su personal brand e strategia di carriera per chi fa parte di questa community.
Per chi si trova a un bivio professionale o si sente indecisa su come proseguire.
Accompagno le persone a rileggersi nella propria missione, visione e nei propri valori, come fossero dei Brand. A fare emergere il loro punto di forza principale. Che le rende uniche. Metto a disposizione il mio metodo manageriale, la mia esperienza e il piacere di riflettere insieme.

Consigli, in questo caso, richiesti.

Mi sono avvicinata alla formazione, alla creazione di contenuti e alle video pills per una ragione precisa:
desidero portare il mio contributo a chi guida (o si prepara a guidare) persone e progetti.
Credo in un approccio manageriale fondato sulla leadership gentile, sul rispetto, sull’ascolto.
Perché ho sperimentato in prima persona nel corso degli anni, quanto modelli di gestione poco attenti e stili di leadership rigidi, svalutanti o basati sul controllo possano generare frustrazione, demotivare anche le persone più capaci e ridurre il valore che un team può esprimere.

È da qui che nasce il mio impegno:
offrire strumenti e visione a chi oggi si trova in ruoli di responsabilità, affinché possa farlo con competenza, ma anche con cura. Le persone sono Esseri prima che Risorse umane.


Rimettersi in gioco non significa ripartire da zero

Il mio futuro resta aperto.
Potrebbe assolutamente includere un rientro nel corporate, in un contesto capace di rispecchiare i principi che ho capito essere davvero fondamentali per me. E io ho ancora tante energie e passione da mettere in campo. Non ho smesso di essere manager o professionista aziendale.
Ma ora so che il mio contributo può esprimersi anche in modi diversi, e in luoghi nuovi.
Esserne consapevole è il regalo più grande di questa fase della mia vita.

Madonnager oggi è anche questo:
Uno spazio dove il cambiamento non si giudica, si attraversa.
Dove la complessità non si semplifica, si accoglie.
Dove si lavora su di sé, senza mai dimenticare il mondo fuori.


Ti ritrovi anche tu in una fase di transizione?

Rimettersi in gioco dopo i 40 anni (ma non solo): il lavoro che stai facendo su te stessa è già una forma di leadership.
E se hai bisogno di affiancarti a qualcuno che ti aiuti a far emergere con chiarezza ciò che sei e dove vuoi andare, ci sono.

Scrivimi se vuoi prenotare una consulenza personalizzata, oppure scopri le video pills già online.
Cambiare non significa perdersi.
A volte significa, semplicemente, tenere tutto quello che siamo e portarlo dove non pensavamo di poter arrivare. Restiamo in contatto sul mio profilo IG!

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