Ripassiamo alcuni modelli femminili grazie a Bridgerton

Ripassiamo alcuni modelli femminili grazie a Bridgerton

Ripassiamo alcuni modelli femminili grazie a Bridgerton, su Netflix. Speravate che si parlasse del Duca eh? Ho giocato sporco mettendolo in copertina. E’ un gran pezzo di gnocco, togliamoci subito il pensiero, il vero motivo per cui orde di donne sono rimaste incollate alla serie e da solo giustifica la scelta di vederla. Diciamo NO all’ipocrisia, SI al soft porn!

Non essendo donna, nè madre, nè manager non vince però il premio protagonista di questo articolo. Pronte quindi per la recensione della Madonnager?

In generale la serie è molto entertaining, non si può negare. La storia racconta la vita di agi e “grandi preoccupazioni” delle famiglie bene di Londra, che durante “the season”, iniziano un rituale fatto di balli, vestiti sgargianti, corteggiamenti e proposte per riuscire finalmente a piazzare i rispettivi figli con la migliore controparte. La famiglia protagonista è quella dei Bridgerton appunto, una madre vedova e 8 figli. La trama è un pò scandalosamente la brutta copia sbiadita, trita e ritrita di Orgoglio e Pregiudizio (sul link la mia recensione). Anche se rivista in chiave più moderna, a noi non la si fa. Un pò banale dunque.

La serie si basa però ufficialmente sui libri di Julia Quinn, che non conoscevo. Guardando le copertine su Google Images mi sembra la collezione Harmony edizione 2020, ma non facciamo le spocchiose in modo fine a se stesso. Dopo aver visto la fotografia e i costumi di The Crown, nel guardare questa serie si avverte lo stacco. La differenza tra ricostruzione storica e fiction, se vogliamo. I colori e la luce danno un’aria più fake, così come la scelta di attori neri per impersonare molti protagonisti (tra cui il Duca, uno dei partiti migliori sulla piazza, desiderato da tutte). Persino la Regina è mulatta!

Questa scelta di rivedere la storia in modo utopico per me è una novità devo dire piacevole però, una volta superato l’iniziale senso di straniamento. Mi ha ricordato una serie di immagini in cui un fotografo (Chris Buck) aveva provato a rappresentare donne e uomini di colore e bianchi in ruoli invertiti. Immagini davvero potenti che mettono a fuoco come le nostre percezioni siano il frutto di convenzioni sociali.

Fatte queste debite premesse, molte scene e dialoghi sono intensi e alcune prove attoriali comunque davvero molto valide, su tutte quella di Phoebe Dynevor che interpreta Daphne, la prima figlia femmina della prolifica famiglia protagonista. Partiamo da lei, dunque, e ripassiamo alcuni modelli femminili grazie a Bridgerton.

  1. DAPHNE, controintuitivamente, mi ispira come manager

E’ la prima figlia femmina, come anticipato. Non ha alcun ruolo e potere decisionale, ufficialmente. Da lei ci si aspetta un matrimonio decoroso che possa dare luce alla famiglia. Il fratello maggiore, facendo le veci del padre morto, si prende la briga di decidere cosa è giusto per lei e per la famiglia. Lei pur non potendo, si oppone e comincia ad elaborare una strategia per fare un pò quello che le pare.

Ma sa che non può comunque non tenere conto delle convenzioni ed è pronta a sacrificarsi per il bene dei propri cari. Sa come comportarsi. Parte come personaggio un pò banale e noioso ma nell’arco della stagione emerge una sua dote molto importante. L’empatia. Riesce a risolvere le sorti di una ragazza rimasta incinta fuori dal matrimonio, CAPENDOLA, prima di tutto e, a differenza degli altri, aiutandola a trovare la soluzione migliore. Risolvendo così anche un problema per la sua famiglia. Win – win, insomma.

Grazie a questa sua capacità, anche se non la fa fruttare da subito, risolve un altro importante rapporto, quello con colui che nel frattempo è diventato suo marito (ammirerete lo sforzo che ci sto mettendo nel non fare spoiler). Anche questo è un ottimo esempio di come è solo ascoltando gli altri nel profondo, capendoli e mettendosi nelle loro scarpe che si riesce a superare ogni problema e conflitto.

Soft skill FONDAMENTALE per un buon leader e che torna utile anche nell’arte della negoziazione.

Grazie a Bridgerton ripassiamo anche alcuni altri modelli femminili.

2. ELOISE mi ispira riflessioni come figlia e come madre

E’ la seconda figlia femmina dei Bridgerton. Con la sua migliore amica Penelope, ultima di un’altra famiglia, condivide un totale rifiuto della sorte femminile il cui obiettivo ultimo è il matrimonio. Sono terrorizzate all’idea di dover un giorno essere protagoniste della stagione dei balli e fidanzamenti.

Sognano di poter emergere attraverso gli studi e la scrittura.

Eloise, in particolare, legge ed ammira Lady Whistledown (misteriosa dama che scrive e pubblica un giornalino, una sorta di Novella 2000), che mette a nudo tutti gli avvenimenti in città tirando le fila e guidando le sorti della stagione dei fidanzamenti commentando, omaggiando, distruggendo l’uno e l’altro personaggio.

Ne apprezza la libertà e l’anticonformismo. E si lancia in una sfida per capire chi si celi dietro questo personaggio misterioso.

Queste ragazze sono la seconda generazione, quella che comunque ai loro tempi non è potuta andare troppo lontano, ma che ammicca a noi giovani donne di oggi, cercando di ricordarci che si può puntare a volere anche qualcosa in più, oltre ad un matrimonio e dei figli. Ma non è questa la riflessione, in particolare, che mi ha ispirato.

Emozionante la frase che Eloise riserva alla sorella maggiore, che in parte invidia, in parte commisera: “grazie per essere stata sempre perfetta, così non ho dovuto esserlo io”. Questa frase mi commuove come farà commuovere un pò tutte le figlie uniche o le sorelle maggiori che sanno quanto inconsciamente portino il fardello delle aspetattive di tutti sulle spalle. Ma che a un certo punto devono imparare a fare pace con la ricerca di perfezione, perchè è una chimera. Avevo scritto un articolo a riguardo, ecco il link.

Così come le seconde e terze devono riuscire a superare il sentimento di eterno confronto con le grandi a cui sono sempre state sottoposte. Ognuna di noi è unica, speciale con i propri punti di forza e debolezza. E qui sta anche a noi come genitori ricordarci di non caricare di eccessive aspettative i primogeniti e di evitare i confronti tra fratelli e sorelle.

La madre di Daphne ed Eloise è un personaggio positivo perchè nonostante conosca bene le regole della società, vuole prima di tutto il bene delle sue figlie e che siano felici. Un amore materno vero e sincero, non opportunista come spesso sembra essere quello della madre di Penelope per le proprie, di figlie.

3. SIENA mi ispira come donna

E’ l’amante di Anthony, il primogenito dei Bridgerton. Il loro e’ un amore che non può avere futuro. Sono sinceramente attratti l’uno dall’altra ma le convenzioni sociali, ancora una volta, non permetteranno che lui la sposi. Lei è una cantante di lirica, poco più di una prostituta agli occhi dei contemporanei. Però si guadagna da vivere con le proprie forze ed il proprio talento. Ha vinto il posto sul podio alla fine della stagione quando (ALERT SPOILER, SORRY) decide di tagliare i ponti definitivamente con Anthony, rifiutando di essere mantenuta in segreto da lui e scegliendo di frequentare un uomo con il quale può essere autentica, senza vergognarsi della sua professione e di se stessa.

Dimostra due doti molto importanti: la consapevolezza di quanto sia importante essere indipendenti e la capacità di uscire da un rapporto per lei umiliante, nonostante l’attrazione. Scegliendo la propria dignità. Grande rispetto per le donne che riescono ad avere la forza ed il coraggio di troncare rapporti tossici che le sviliscono.

Ecco quello che mi hanno comunicato i principali personaggi femminili! Anche se non sono gli unici. Degne di nota anche Penelope con la sua onestà ed integrità, che ho comunque parzialmente citato, e la “zia” putativa del Duca. Impressionante il lavoro che è riuscita a fare con lui nonostante sia rimasto orfano di madre e con un padre che definire anafettivo è poco. Altra grandissima donna. Quindi, tirando le somme, anche in questo caso questa serie non ce la si deve perdere.

Voi l’avete già vista Bridgerton? Che ne dite della mia analisi? Lunga vita al Duca!

Fate like alla mia pagina Facebook e Instagram per continuare a seguirmi!

Share it 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto