Self awareness e self regulation: l’arte di gestire se stessi (prima degli altri).
Quando si parla di intelligenza emotiva, si pensa subito alla capacità di capire le altre persone: leggere le emozioni altrui, gestire le relazioni, creare empatia.
Eppure, c’è un’area di questa competenza che viene spesso sottovalutata: la conoscenza di sé.
Capire come funzioniamo, cosa ci fa scattare, quali emozioni ci guidano o ci sabotano.
È da qui che parte tutto.
Perché senza self awareness, ogni altra soft skill, dalla comunicazione all’empatia, resta solo teoria, un po’ sterile.
Conoscersi per capirsi (e per scegliere)
La self awareness, la consapevolezza di sé, è la base di ogni crescita personale e professionale.
È la capacità di osservarti dall’esterno, riconoscere cosa stai provando e perchè.
Significa chiederti: “Come mai questa situazione mi tocca così tanto?” invece di partire d’istinto.
Chi ha un buon livello di self awareness non è che non si arrabbia mai, ma sa riconoscere la rabbia prima che prenda il comando.
Regolare non significa reprimere
La self regulation è il passo successivo.
L’emozione che ha preso il sopravvento non va repressa, ma incanalata.
È la capacità di gestire la propria risposta emotiva in modo da non alimentare il conflitto.
Quante volte, sul lavoro, mi è capitato di essere aggredita da persone incapaci di farlo: toni alti, parole fuori luogo, nervi scoperti.
La prima tentazione era rispondere con lo stesso tono, in modalità specchio. Viene naturale. E spesso è successo. Non escludo di avere sbottato a mia volta senza esserne del tutto consapevole, la parola chiave è proprio questa “consapevolezza”.
Negli anni ho imparato però che mantenere la calma non sempre risolve, ma almeno non aggiunge benzina sul fuoco, e spesso permette anche all’altro di ricentrarsi.
Dall’ufficio al salotto di casa
Queste capacità servono ovunque, non solo in ufficio.
Ma anche nella vita quotidiana: con un partner che ti provoca, un genitore che ti punge, un’amica che ti delude o un figlio che ti mette alla prova.
Chi sa gestire se stesso non vive in balia di chi cerca di farlo reagire.
È come se avesse uno scudo emotivo: sente tutto, ma non si lascia travolgere.
Esercizi per migliorare self awareness e self regulation
Allenare queste capacità è possibile, e può davvero cambiare il modo in cui viviamo le relazioni, dentro e fuori dal lavoro.
Ecco alcune pratiche che nessuno ha chiesto, ma come sapete credo possano essere utili. Possiamo introdurle nella nostra routine per diventare più consapevoli e più stabili emotivamente:
1. Diario delle emozioni
Annotiamo ogni giorno un episodio che ci ha colpito, in positivo o in negativo. Cosa l’ha scatenato? Come abbiamo reagito? Cosa avremmo potuto fare diversamente?
Mettere nero su bianco ci aiuta a riconoscere gli schemi emotivi ricorrenti e a capirci un po’ di più.
2. Pausa consapevole
Quando sentiamo arrivare un trigger, fermiamoci. Respiriamo profondamente e contiamo fino a dieci prima di rispondere.
Può sembrare banale, ma è il tempo che serve al cervello per disattivare la risposta automatica di difesa.
3. Reframe mentale
Proviamo a chiederci: “Cosa posso imparare da questa situazione?” oppure “Cosa sta succedendo davvero?”.
Spostare l’attenzione dalla reazione alla comprensione ci aiuta a ridurre l’intensità emotiva e a vedere le cose da un’altra prospettiva.
4. Auto-dialogo costruttivo
Parliamoci come parleremmo a un’amica. Frasi come “posso gestirlo”, “non tutto merita una reazione”, “scelgo di restare lucida” creano dentro di noi una voce più equilibrata e rassicurante.
5. Debriefing emotivo
Dopo una conversazione difficile o una giornata tesa, concediamoci qualche minuto per ripensare a cosa abbiamo provato e a cosa abbiamo imparato.
Non serve giudicarci: basta osservare. Col tempo, questa semplice abitudine diventa una forma di auto-coaching.
6. Ancore personali
Troviamo una frase o un’immagine mentale che ci riporti al centro.
Una che per me funziona sempre è: “La mia calma non dipende dal tuo caos.”
Il potere di chi si conosce
Chi sviluppa self awareness e self regulation impara a non farsi manipolare dai propri impulsi né da quelli degli altri.
Diventa più lucido, più empatico e più efficace, come leader, come genitore, come persona.
Solo quando impari a guardarti dentro, puoi davvero capire e guidare anche gli altri.
Ne parlo spesso nelle mie formazioni sulla leadership e nelle mie video pills, perché padroneggiare questa arte serve davvero a vivere meglio, con equilibrio e forza interiore, in ogni relazione.
Self awareness e self regulation: l’arte di gestire se stessi (prima degli altri). Come te la cavi?
Sono Atena Manca, Madonnager (mamma-donna-manager) e dispenso consigli che nessuno ha chiesto per gestire la multi-personalità. Restiamo in contatto sul mio profilo instagram!
Risparmiare alla giapponese: inauguro la rubrica "MANAGER" con una tecnica in realtà per uso domestico, più che lavorativo. Ma sempre Read more
Abbiamo festeggiato la fine dell’anno scorso a Zanzibar, con un bellissimo viaggio in famiglia, in cui non avrei pensato si Read more
Ma tu, che lavoro fai? Me lo chiedono spesso, me lo hanno chiesto i miei figli, gli amici, i conoscenti. Read more
Quanti sacrifici si fanno per i propri figli… Metto al numero uno del manuale dei genitori masochisti i sabati mattina Read more

Mamma, donna, manager, dispenso consigli che nessuno ha chiesto su come conciliare alla meno peggio la sindrome da multi-personalità. Restiamo in contatto!
