- di Madonnager
Sopravvivere con pre-adolescenti e adolescenti.
Chi ha figli tra i 9 e i 13 anni sa che siamo entrati in una fase epica della vita: la pre-adolescenza. Quella terra di mezzo dove non sono più bambini ma non sono ancora adolescenti, e dove noi genitori dobbiamo diventare esperti in diplomazia, psicologia e – perché no – anche yoga per mantenere la calma. Con una figlia di quasi 9 anni e un figlio di quasi 11, mi ritrovo ogni giorno a navigare tra risposte a monosillabi, piccole ribellioni e “no” ripetuti a raffica, come nei famosi “terrible twos”. Là si doveva gestire la rabbia, ci avevo scritto un articolo.
Stavolta i no arrivano con più argomentazioni (e una buona dose di sarcasmo a strafottenza).
Ecco alcune strategie che possiamo adottare per sopravvivere (e magari crescere un po’) insieme a loro.
1. Pazienza da monaco zen
Quando tuo figlio ti dice quattro “no” in cinque minuti o risponde con “boh” a qualsiasi domanda, cerca di ricordarti che è normale. Siamo nel mezzo di una fase in cui stanno cercando di capire chi sono (spesso non lo sanno nemmeno loro). Invece di innervosirti, respira. Lo sto dicendo a me. Non una volta, ma tre. Magari aggiungi anche una tazza di tè caldo (corretto vodka) o una passeggiata (da sola, se puoi) per sbollire. Quando il gioco si fa duro l’ING sta optando per la ripetizione di “OHM” ad alta voce per più volte di seguito, in un tentativo di training autogeno. Ognuno trovi la sua strada.
2. Ascolto (anche se vorresti controbattere)
A volte i loro discorsi sembrano usciti da una sitcom, ma resisti alla tentazione di ridere o correggerli. Mostrare che li stai ascoltando senza giudicare è uno dei modi migliori per costruire fiducia. Anche quando parlano del loro Gamer preferito o di una “ingiustizia epocale” accaduta a scuola.
3. Regole chiare, ma flessibili
Stabilire limiti non significa essere inflessibili. Possiamo concordare insieme alcune regole – come il tempo davanti agli schermi – lasciando che abbiano voce in capitolo. Il trucco che nessuno ha chiesto? Farli sentire parte del processo decisionale. Così, quando rompono le regole (perché succederà), possiamo ricordare loro che sono stati anche loro a scriverle.
4. Sostenere la loro autostima (anche quando esagerano)
Tra cambiamenti fisici, sociali e scolastici, l’autostima dei nostri figli può subire colpi. Ricordiamoci di evidenziare i loro punti di forza: magari hanno preso un bel voto o hanno aiutato un amico. Certo, quando si auto-incoronano “esperti di vita” dopo aver guardato due video su Youtube, possiamo anche sfotterli un pò.
5. Gestire lo stress (il loro e il nostro)
La scuola, gli amici, il calcio, il corso di musica… e poi c’è la vita digitale che inizia a bussare ovunque. Aiutiamoli a rallentare: insegnare loro a respirare profondamente o scrivere un diario può fare miracoli. E noi? Una chattata o una telefonata con un’amica possono essere la nostra salvezza.
6. Ricordiamoci che non siamo soli
Chiedere aiuto non è mai un segno di debolezza, ma di forza. Seguire Alberto Pellai o altri Influencer specializzati in questa età (come kattyciarallo_pedagogista*), valutare di sentire uno psicologo, leggere qualche libro illuminante o anche solo un confronto con altre mamme o papà possono offrirci nuove prospettive. A volte, basta sapere che qualcun altro sta passando la stessa cosa per sentirsi già meglio.
Ripropongo anche i libri “Crescere un figlio maschio” e “Crescere figlie femmine”. Io ovviamente li ho entrambi, percorrono tutte le fasi principali con consigli per ogni età.
7. Crescere con loro
La verità è che questa fase, per quanto impegnativa, ci offre l’opportunità di crescere a nostra volta. Stiamo imparando a essere più pazienti, più empatici e, sì, anche più creativi nel trovare soluzioni. I nostri figli ci stanno insegnando molto – anche quando ci fanno perdere la testa.
La pre-adolescenza e l’adolescenza hanno l’aria di essere come una montagna russa: ci sono salite lente, discese rapide e qualche curva inaspettata. Ma, con ironia, pazienza (se ancora ne abbiamo) e tanta voglia di esserci, possiamo affrontare questa fase con il sorriso (anche se a volte moooolto tirato).
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E tu? Qual è la tua strategia di sopravvivenza? Raccontamelo nei commenti!
Sono Atena, in arte (!) Madonnager (mamma-donna-manager) e dispendo consigli che nessuno ha chiesto per conciliare la multi-personalità. Restiamo in contatto sul mio profilo Instagram.
*Katty sul mio reel di Instagram ha fatto un addendum che riporto anche qui:
“Ai consigli utilissimi che si trovano nell’articolo aggiungerei che
in questa fase è importantissimo incoraggiare l’autonomia senza però perdere la connessione. In pre adolescenza gli “alieni” vogliono più indipendenza ma hanno ancora tanto bisogno di essere sostenuti. I genitori possono quindi aiutare i figli e le figlie lasciando che prendano piccole decisioni (sui vestiti, su come organizzare i compiti, sulle amicizie ecc..) e insegnando loro a gestire le conseguenze. I genitori devono passare dall’essere al comando ad essere una guida e quindi passare dal “Fai così” al “Come pensi di poterlo risolvere?”.
Così facendo si aiuteranno i figli a sentirsi capaci, a sviluppare responsabilità e a trovare anche il loro, unico e speciale modo di fare le cose.”
Non so voi, ma ci vedo un grande parallelismo con il coaching di un buon leader.
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Mamma, donna, manager, dispenso consigli che nessuno ha chiesto su come conciliare alla meno peggio la sindrome da multi-personalità. Restiamo in contatto!
