Tre libri da mettere in valigia quest’estate: come sempre, ho scelto titoli che attraversano i diversi territori di Madonnager: madri, donne e professioniste.
Tre libri molto diversi, ma legati da un fil rouge: identità, ruoli, competenze e coraggio di esporsi.
Alla fine trovate anche un titolo bonus, questa volta per i nostri figli.
Molto felice per te, di Holly Bourne

Un romanzo scomodo sulla maternità e sulle amicizie tra donne
Quattro amiche, quattro vite molto diverse.
Una è incinta e sta organizzando il suo baby shower. Una è diventata madre e attraversa una pesante depressione post partum. Una cerca inutilmente di avere un figlio da anni. L’ultima non vuole figli ed è concentrata sulla propria realizzazione professionale.
Il baby shower diventa il luogo in cui esplodono tensioni, giudizi, invidie e sofferenze rimaste a lungo sotto la superficie.
È una lettura fastidiosa, a tratti irritante. Ed è proprio questo il suo valore.
Nessuna delle quattro condizioni viene raccontata in modo idilliaco. La donna che non vuole figli viene guardata con sospetto. Quella che non riesce ad averli vive il dolore di sentirsi esclusa. La futura madre è immersa nella retorica della felicità obbligatoria. La neomamma scompare sotto il peso della stanchezza, della solitudine e delle aspettative.
Il libro esplora anche il modo in cui ciascuna giudica le altre a partire dalla propria esperienza. La libertà di una può sembrare egoismo. La maternità di un’altra un privilegio. Il successo professionale una compensazione. Il desiderio di un figlio un’ossessione.
Si percepisce che è stato scritto da qualcuno che conosce molto bene i primi mesi con un neonato. Non vengono risparmiati i dettagli sul parto, sul dolore fisico, sulla privazione del sonno e sulla perdita di controllo sulla propria vita.
Soprattutto, viene raccontato un sentimento di cui parliamo ancora troppo poco: l’amore immenso per una nuova creatura insieme alla rabbia per tutto ciò che abbiamo la sensazione di smettere temporaneamente di essere quando diventiamo madri.
È un sentimento che ho conosciuto bene.
Quello che mi è mancato nella lettura è un momento di speranza. La possibilità di vedere che quella fase, per quanto totalizzante, può finire.
Nel mio caso è accaduto quando la mia seconda figlia aveva circa tre anni. Ho ricominciato a dormire, a leggere e, con molta organizzazione, anche a fare sport, vedere film e uscire con le amiche.
Non sono tornata quella di prima. Ho ricominciato a riconoscermi, portando con me anche ciò che la maternità aveva aggiunto.
È proprio da quella lenta riconquista che, qualche anno dopo, è nato il blog Madonnager.it. Qui il manifesto.
Molto felice per te lascia un po’ di amaro in bocca. Almeno, però, non racconta melliflue menzogne su quanto sia tutto meraviglioso.
Perché la maternità può essere meravigliosa. Ma non lo è sempre, non lo è per tutte e soprattutto non lo è in ogni momento.
Creare narrative false e completamente edulcorate rischia di far sentire sbagliate proprio le donne che avrebbero invece bisogno di comprensione, ascolto e aiuto.
Il potere della transilienza, di Riccarda Zezza

Siamo più grandi della somma dei nostri ruoli
Ho ascoltato Riccarda Zezza presentare questo libro durante BIS, il format di People are People, e sono rimasta subito conquistata dalla parola scelta per il titolo: transilienza.
Siamo abituati a pensare ai nostri ruoli secondo una logica a somma zero.
Più sono madre, meno posso essere professionista. Se investo sul lavoro, posso essere meno presente nella vita privata. Più spazio concedo a una parte di me, meno ne resta per le altre.
Il libro ribalta questa prospettiva.
La transilienza è la capacità di trasferire competenze ed energie tra i diversi ruoli della nostra vita.
Siamo genitori, figli, partner, manager, professionisti, sportivi, amici, membri di associazioni e comunità.
L’empatia allenata come genitori può migliorare la nostra capacità di guidare un team. Le competenze organizzative sviluppate sul lavoro possono aiutarci nella vita privata. La disciplina costruita nello sport può sostenerci nei progetti più complessi. La capacità di gestire l’imprevisto imparata nella cura può diventare una risorsa manageriale.
Ho trovato questa idea profondamente Madonnager.
Ho sempre pensato che le diverse parti di noi potessero renderci più grandi, anziché limitarci. Mancava però una parola capace di veicolare questo concetto.
L’ha trovata Riccarda Zezza, che lo ha studiato e sviluppato nel tempo.
Il valore del libro sta anche nel restituire dignità a esperienze che nel mondo professionale vengono spesso considerate distrazioni, interruzioni o incidenti di percorso.
Diventare genitori, prendersi cura di qualcuno, attraversare una crisi o cambiare vita può generare competenze, consapevolezza, adattabilità e una comprensione più ampia delle persone.
L’obiettivo non è cercare di essere tutto, sempre e perfettamente.
È imparare a riconoscere ciò che sviluppiamo in un contesto e trasferirlo consapevolmente in un altro.
Ed è una capacità che si può allenare.
Come scrive Simone de Beauvoir:
«Io accetto la grande avventura di essere me stessa».
Forse la transilienza comincia proprio da qui: dall’accettare che essere noi stessi significa essere molte cose e permettere a ciascuna di esse di nutrire le altre.
Social Spark. Da invisibile a credibile, di Eby Toffoloni

Eby Toffoloni, conosciuta anche come la prof dei social, ha scritto un libro dedicato a chi vuole trasformare la propria presenza online in uno strumento utile per il lavoro e il business.
Social Spark. Da invisibile a credibile parla di strategia digitale e utilizzo professionale dei social, in particolare Instagram e LinkedIn.
Sono temi che conosco bene e che approfondisco anche nelle mie consulenze di personal branding.
Proprio per questo ho trovato il libro particolarmente utile per chi ha già abbastanza chiari il proprio posizionamento, il target e il valore da comunicare, ma ha bisogno di un metodo per tradurli in una presenza social coerente e continuativa.
È una lettura concreta per trovare il coraggio di esporsi e usare i social come strumenti per farsi conoscere professionalmente, senza inseguire formule vuote o l’ennesimo trend.
Essere molto competenti senza riuscire a farlo sapere può diventare un limite. Ma aumentare la propria visibilità senza aver chiarito prima cosa ci distingue rischia di creare soltanto un altro profilo che fatica a emergere nei feed. E dalla lettura questo aspetto emerge molto bene e non posso che essere pienamente d’accordo!
Il libro bonus per i nostri figli
Cose che ai maschi nessuno dice, di Alberto Pellai

Questo titolo non è propriamente una lettura per Madonnager, ma un suggerimento per i nostri figli.
L’ho regalato a Filius Maior e mi ha detto che gli è piaciuto molto. L’ha trovato chiaro, ben scritto e capace di affrontare argomenti complessi con un linguaggio comprensibile ai ragazzi.
Alberto Pellai parla agli adolescenti di amicizia, emozioni, sessualità, videogiochi, social, dipendenze e degli stereotipi che ancora definiscono ciò che un maschio dovrebbe o non dovrebbe essere.
Propone un modello di identità maschile lontano dall’idea dell’uomo che deve mostrarsi sempre forte, nascondere la propria fragilità e non chiedere mai aiuto.
Uno dei passaggi che ha colpito maggiormente mio figlio riguarda il rapporto tra fatica, conquista e piacere.
Quando raggiungiamo un obiettivo dopo esserci impegnati, il nostro cervello attiva i meccanismi della ricompensa. La soddisfazione deriva anche dal percorso: allenarsi, aspettare, affrontare una difficoltà e arrivare alla meta.
Alcune sostanze e alcuni comportamenti compulsivi permettono invece di ottenere una gratificazione immediata, senza fatica, attesa e conquista.
Il neurotrasmettitore principalmente associato a questo meccanismo è la dopamina.
La metafora aiuta i ragazzi a comprendere la differenza tra il piacere costruito attraverso l’impegno e una ricompensa ottenuta artificialmente.
Il valore del libro sta anche nella capacità di aprire conversazioni che noi genitori non sempre sappiamo come cominciare.
Per una ragazza della stessa età abbiamo invece scelto Ragazza mia. Lettera alle donne libere di domani di Barbara Tamborini, psicopedagogista e moglie di Pellai.
Non è la versione femminile dello stesso libro, ma una lettura dedicata alla libertà, alla crescita, alle relazioni e alla costruzione della propria identità.
Due libri da regalare ai nostri figli, ma anche due occasioni per parlare con loro.
A volte infatti un libro trova parole migliori delle nostre e ci permette di iniziare la conversazione.
Qui il link al libro di Pellai.
E tu, cosa porti sotto l’ombrellone?
Un romanzo, un saggio, un giallo o quel libro che aspetta da mesi sul comodino?
Raccontamelo nei commenti: sono sempre alla ricerca di nuove letture da aggiungere alla lista.
Chi sono
Sono Atena Manca, marketing strategist, formatrice e consulente di personal branding e strategia di carriera.
Dopo oltre vent’anni come manager nel marketing di grandi aziende, oggi aiuto imprese e professionisti a definire il proprio posizionamento, valorizzare ciò che li rende distintivi e comunicarlo in modo chiaro, credibile e strategico. Qui il mio profilo Instagram.
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