- di Madonnager
Viaggio nel Sud della Francia con bambini in auto. Tappe principali: Annecy, Lione, Avignone e Marsiglia.
Interessa? Allaccia la cintura che si parte!

Siamo stati una settimana in agosto partendo dal Piemonte, quindi abbiamo optato per un passaggio en France attraverso il traforo del Monte Bianco. Siamo arrivati in zona intorno all’ora di pranzo. Dalla radio abbiamo scoperto che i tempi di coda erano pari a 90 min (!). Abbiamo deciso di mangiare prima di entrare nel tunnel e lo abbiamo fatto a Courmayeur. Cosa c’è di meglio di una bella polenta e fonduta per iniziare questo itinerario? Abbiamo poi deciso di visitare Ginevra, passando dalla Svizzera, non essendoci mai stati. Giusto un pomeriggio per fare merenda e un giretto, non è necessario includerla nel tour ma se ti ispira perchè no.
IN FAMIGLIA AD ANNECY

La vera prima méta è stata Annecy, la Venezia di Francia. Siamo nell’Alta Savoia, nella regione Alvernia-Rodano-Alpi. Un borgo dove sembra che il tempo si sia fermato. I canali, dall’acqua limpidissima, scorrono tra queste viette da cartolina, tra ponti pieni di fiori e case color pastello. Decisamente da vedere la Vielle Ville con il Palais de l’Ile, simbolo della città. Per un periodo è stata una prigione ed è possibile visitarla.

Degno di nota poi il Castello dei conti di Ginevra, che domina la città. I bambini lo hanno visitato con il papà. Io avevo una lezione live di un Master che sto seguendo on line. Mi sono sentita molto studentessa Gen Z, collegandomi con il mio PC vista città e porticciolo. Ho scoperto che non c’è quindi solo lo smart working ma anche lo smart studying!


Noi non l’abbiamo fatto, ma il lago, color turchese, è pieno di barche e pedalò ed è perfetto per una gita acquatica, seguito da passeggiata nel bel parco davanti.
Insomma questa piccola perla delle Alpi Francesi ti resterà nel cuore. Il giorno dopo ci siamo spostati a Lione, fermandoci a Chambery, che è stata capoluogo del Ducato di Savoia prima che lo divenisse Torino. Bella cittadina dal sapore medievale, degni di nota il Castello e la Cattedrale.


Famosa poi la Fontana dei 4 elefanti, detti i “quatre sans cul” per la mancanza del lato B. Dettaglio e definizione che naturalmente hanno fatto sganasciare il pubblico pre teen.
TAPPA A LIONE CON I BAMBINI
Qui abbiamo speso 3 notti! La città è grande (la terza della Francia dopo Parigi e Marsiglia) e ricca di bellezza! Caratterizzata dall’essere bagnata da due fiumi, il Rodano e la Saona, ha più di 2000 anni di storia, sempre più visitata da quando è stata iscritta tra i patrimoni mondiali dell’UNESCO.

I bambini con il papà durante un’altra mia sessione di Master, hanno visitato il museo di storia naturale chiamato appunto Musée des Confluences perchè situato nel punto in cui i due fiumi si incontrano.
Poi siamo andati a zonzo nel quartiere di Lacroix-Rousse, sorto sulla seconda collina della città, dove negli anni si è trasferita la produzione di seta, il business (taaac) che ha reso ricca la città nei secoli scorsi. C’è un piccolo museo che racconta bene la storia e l’impatto sull’economia locale.

Indovina un po’: il “savoir faire” l’hanno acquisito dagli italiani. Questo quartiere, pieno di locali e viuzze saliscendi, mi ha ricordato un pò Montmartre. Bellissimo passeggiarci al tramonto godendo della bella vista sulla città.

La vecchia Lione l’abbiamo visitata il giorno seguente con una guida che parlava inglese, sperando che i bambini capissero qualcosa. In ogni caso traducevo io in tempo reale, quindi sono riusciti a seguire i fatti salienti. La particolarità principale è l’esistenza dei traboules. Più di 200 corridoi-scorciatoie che uniscono i vari palazzi permettendo di passeggiare al coperto e ridurre le distanze. Le vie principali sono infatti parallele. E’ quindi una conseguenza dell’urbanistica. Ormai solo pochi sono visitabili visto che la gente ci abita e avere orde di turisti a tutte le ore non è piacevole. I condomini che accettano di aprire i propri traboules, in cambio ottengono, da parte del comune, la pulizia dell’area una volta la settimana.

Anche dalla seconda collina della città si gode di una vista mozzafiato. E’ dove si trova la basilica Notre-Dame de Fourvière ed è per questo chiamata “la colline qui prie” (la collina che prega) a differenza dell’altra, “la colline qui travaille” (la collina che lavora) per la presenza dei laboratori di seta.

Da non perdere anche il Musée des Beaux-Arts vicino all’Hotel de Ville (ossia il Municipio). E’ la seconda collezione di Francia e oltre ad un’area molto suggestiva dedicata alla scultura (i bambini hanno conosciuto e apprezzato le opere del famoso scultore francese Rodin) ci sono diverse opere pittoriche di Cézanne, Degas, Monet, Gauguin e Van Gogh.



Come non menzionare il cibo!!! Per noi il viaggio è dedicarsi molto anche a questo aspetto. Non ci siamo limitati alla sola offerta culinaria locale in questo viaggio, facendo sperimentare ai nostri piccoli anche la cucina indiana, libanese e un cous cous tradizionale marocchino.

Ma non si può andare nella capitale gastronomica di Francia senza pranzare o cenare in uno dei famosi Bouchon, le trattorie tipiche con le tovaglie a quadri bianchi e rossi. Abbiamo mangiato patè, lenticchie e una salsiccia (saucisson de Lyon) con purè, molto simile al nostro cotechino. Il tutto innaffiato da un buon bicchiere di rosso della valle del Rodano.


Siamo poi stati nell’antica (dal 1836!) e famosa Brasserie Georges vicino alla stazione, dove mio figlio è riuscito ad assaggiare “les escargot”, le lumache. Chiodo fisso da quando gli avevo raccontato che è un piatto tipico francese. Anche se più diffuso in Borgogna, quindi non facile da trovare a Lione!
Non serve prenotare ma c’è sempre una bella coda per entrare. Non spaventarti, si smaltisce velocemente perchè i camerieri hanno i movimenti e i ritmi di Lino Banfi in “Vieni avanti cretino”. Poverini!


VISITA AD AVIGNONE
Prima di arrivare consiglio caldamente di visitare Vienne, una cittadina davvero ricca di soprese.


Il tempio romano di Augusto e Livia abbellisce la piazza principale della città. Davvero suggestiva poi la cattedrale di San Maurizio e in generale le case del periodo Medievale. Perfetto per i bambini delle elementari è poi il museo gallo-romano dall’altra parte del fiume. Sono state ritrovate molte case risalenti al periodo romano con mosaici meravigliosi. E i gusci di molte lumache a riprova che non è un piatto da nouvelle cuisine, ma se lo pappavano anche Asterix e Obelix.
Ma qui poi abbiamo optato per crépes e tarte Tatin (pasta brisè e mele), adatte a tutti gli stomaci, golosi di dolce e salato.




Arrivati ad Avignone vi piacerà perdervi tra le vie. C’è molta vita e tanto turismo: a me piace questo mix di nazionalità. La migliore vista sul famoso ponte è dai giardini sopra al Palazzo Dei Papi, visitabili gratuitamente. Sapevi che il ponte è rotto e non congiunge le due rive ma si ferma a metà? Non me lo ricordavo dalla nostra classica gita del Liceo.


Il Palazzo dei Papi richiede ovviamente una visita, imperdibile farla con i tablet messi a disposizione, anche in lingua italiana.
Con la realtà aumentata si possono vedere le ricostruzioni delle varie sale come dovevano essere ai tempi. I bambini impazziranno poi a trovare tutti i “tesori” digitali disseminati durante la visita, una gamification che li terrà interessati e intrigati tutto il tempo.

Quando siamo stati noi c’era anche una mostra temporanea di Miss.Tic (termina il 5 gennaio 2025), un’artista famosa francese morta di recente, celebre per la sua street art al femminile alla Bansky che coniuga immagini e brevi poesie-giochi di parole. Mi ha colpito molto.
Se avete tempo sappi che a meno di un’ora da Avignone c’è la celebre Abbazia di Sénanque, simbolo della Provenza perchè tra giugno e luglio – non purtroppo a fine Agosto -è circondata da campi di lavanda incredibilmente instagrammabili. Mai una gioia per noi che siamo arrivati post raccolta. Ci torneremo.

Vale il biglietto arrivarci per vedere anche il borgo di Gordes, spettacolarmente arroccato su uno degli scorci più belli della regione.

MARSIGLIA MERAVIGLIA IN FAMIGLIA
Un viaggio nel Sud della Francia con bambini in auto non poteva non prevedere anche una capatina sul mare. Abbiamo scelto la seconda città di Francia. Non ci eravamo mai stati! Che dire, un fascino unico, tipico di tutte le città di porto, con tutti i pro e i contro del caso. Vedi Genova di cui avevo parlato qui.

Abbiamo alloggiato vicino au Vieux Port. La zona più dinamica di Marsiglia. Dove pranzare, cenare, bersi un bicchiere di vin blanc accompagnando les moules frites (cozze con patatine) o la Bouillabaisse (la zuppa di pesce) è un must.


Da qui a piedi si visitano tutte le principali attrattive. Il quartiere più antico, caratterizzato da viuzze caratteristiche e murales di artisti vari è il Panier. Passando da questa zona si arriva poi alla Cathedral de la Major. Meravigliosa la vista sul mare. Da lì possibile raggiungere il MuCEM. Un museo incentrato sulle civiltà europee e mediterranee dall’antichità ad oggi, situato all’interno di un edificio ultra moderno collegato a un forte medievale tramite un ponte pedonale. Qui è stato possibile parlare di immigrazione e colonialismo con i bambini, seguendo il percorso delle opere.



Avevano già notato una spiccata presenza multiculturale tra le vie della città. Alcuni quartieri sono un po’ pericolosi, si sa, ma restando nelle zone principali della città non ci si sente a disagio. Anzi l’aria multi etnica è una delle sue caratteristiche!
Se si vuole godere della più bella vista a 360° si sale a visitare l’altra famosa chiesa che domina la città. Notre Dame de La Garde , con la statua d’Oro della Vergine, la risposta Marsigliese alla Madunina di Milan.
Da qui si vede anche l’isola con il Chateu D’If dove era stato rinchiuso Edmonde Dantes, il meraviglioso protagonista de Il Conte di Montecristo.


La più spettacolare vista al tramonto la si ottiene invece spostandosi verso il Palais du Pharo. Nella golden hour vedere il porto, il mare e i due forti di Marsiglia “Saint Jean” e “San Nicola” è davvero emozionante.

Davvero Marveille à Marseille!
Allora che ne dici di questo viaggio nel Sud della Francia con bambini in auto?
Se vuoi pianificare il tuo itinerario e vuoi qualche altra dritta scrivimi pure.
Vuoi arrivare fino alla Camargue? Qui articolo ad hoc,
Qui invece l’itinerario da 100.000 passi in Normandia, dal Sud al Nord è un attimo (‘nsomma…)
Sono Atena, in arte (!) Madonnager, mamma-donna-manager e dispenso consigli che nessuno ha chiesto per conciliare la multipersonalità. Restiamo in contatto sul mio profilo Instagram!
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