Dal corporate alla partita IVA: costruire un lavoro a propria misura. A un certo punto della carriera puoi desiderare più controllo sul tuo tempo, senza aver perso la voglia di lavorare o l’ambizione.
Vuoi continuare a seguire progetti interessanti, usare le competenze costruite negli anni e assumerti responsabilità, con un’organizzazione che lasci più spazio anche al resto della vita.
Il part-time potrebbe essere una risposta. Quando però non è disponibile nel tuo ruolo, oppure comporta una riduzione di responsabilità e retribuzione, il lavoro autonomo può diventare un’alternativa da esplorare.
La partita IVA permette di costruire un’attività in cui avere più voce su tempi, clienti e progetti, mantenere un lavoro qualificato e, potenzialmente, guadagnare di più. Possibilità che richiedono tempo, relazioni e un modello economico sostenibile.
Perché parlarne adesso*
Alessandra Lomonaco affronta il tema sul Fatto Quotidiano del 30 settembre 2026. Riporta 124.170 nuove partite IVA nel secondo trimestre del 2026, il 2,2% in più rispetto al 2025. Il dato riguarda tutte le aperture.
Per approfondire le motivazioni delle donne, cita un’indagine Fiscozen su oltre 1.100 madri libere professioniste: sei su dieci scelgono la partita IVA per organizzare più liberamente lavoro e vita familiare. Una su quattro teme di non guadagnare abbastanza.
Autonomia e incertezza economica possono accompagnare la stessa scelta. Sempre interessante condividere le nostre esperienze. Sono scelte da fare in modo quanto più consapevole.
E’ chiaro che il sistema attuale rende molto difficile per molte famiglie la conciliazione tra lavoro e figli ed il prezzo in termini di sforzi ed economico è importante. Ne avevamo parlato anche qui. E quindi si cercano soluzioni per poter avere tutto alle proprie condizioni.
Vent’anni di esperienza, un’attività giovane
Nel mio caso, ho aperto la partita IVA dopo aver prodotto le mie video pills di leadership, durante una transizione professionale, mentre valutavo il passo successivo dopo circa vent’anni nel corporate. Tra una consulenza e l’altra di marketing, giornate di formazione ai manager, percorsi di strategia di carriera e personal brand con professionisti, giorno dopo giorno questo è diventato il mio nuovo assetto.
L’anno scorso avevo raccontato il mio primo bilancio. Nel 2026 dopo un inizio un pò a rilento, oggi il lavoro ha preso slancio: arrivano sempre nuovi progetti e alcune relazioni sono diventate collaborazioni di profondo valore. Sono molto contenta di questa evoluzione.
Vent’anni in azienda e meno di due da freelance hanno condizioni diverse. Mi sono portata dietro esperienza e competenze; l’attività ho dovuto costruirla, definendo l’offerta, trovando clienti e imparando a presentarmi.
Il brand, oggi, sono io.
Quest’anno ho capito quanto serva ascoltare il mercato e riconoscere dove possiamo essere utili. L’esperienza è una base solida, da adattare alle persone, alle esigenze e alle risorse che incontro.
Competenze che trovano nuove applicazioni
Un esempio è il personal branding. Mentre raccontavo il mio percorso sui social, alcuni professionisti hanno iniziato a chiedermi aiuto per mettere a fuoco e comunicare il proprio valore.
Quelle richieste mi hanno aiutata a riconoscere una competenza che stavo già usando su me stessa. Dopo vent’anni sul posizionamento e sulla comunicazione delle marche, avevo strumenti da applicare anche alle persone.
Ho costruito un metodo che personalizzo in base agli obiettivi e alla storia individuale. Per Donatella Daddio, un’ Avvocata di famiglia, per esempio, ha significato comprendere la specializzazione, gli interlocutori e il modo in cui vuole essere riconosciuta, per sviluppare una comunicazione chiara e credibile.
Le relazioni fanno crescere l’attività
Il network storico è stato prezioso. Ampliarlo mi ha permesso di incontrare nuovi clienti e professionisti con cui collaborare.
Ad esempio Alice Bersani ed io ci siamo conosciute su LinkedIn: interessi comuni, esperienze simili e competenze in alcuni punti complementari. Da quel confronto abbiamo costruito da zero Flash Strategy Day, una giornata dedicata a un business per mettere a fuoco le priorità di marketing e definire una roadmap operativa.
Ho conosciuto tante persone anche attraverso BNI, network di professionisti e imprenditori. Ad introdurmi è stata Valentina Ronco della mia community, oggi grande amica, ex manager HR diventata freelance, che si era riconosciuta nelle mie parole dell’articolo dell’anno scorso.
Conoscersi richiede tempo. Parlare, ascoltare e capire come si lavora permette di costruire fiducia e riconoscere possibilità di collaborazione.
Orari flessibili, tanto lavoro da fare
Gestire meglio il tempo non significa automaticamente lavorare meno. Questo è un grande equivoco.
Preparare una formazione, scrivere una proposta, fare networking, pubblicare post e curare il proprio personal brand sono attività di lavoro. Richiedono ore ed energie, anche quando non corrispondono a una voce da fatturare.
Posso andare dal parrucchiere alle undici del giovedì oggi o fare pilates all’una. Posso anche ritrovarmi a lavorare nel weekend per preparare un corso o terminare una strategia di marketing. Ho più libertà nel distribuire gli impegni, con la responsabilità di organizzare comunque tutto il lavoro necessario.
E nessuna settimana assomiglia alla precedente: dalla formazione per Foot Locker o Confocommercio, al posizionamento di un brand di borse, fino al personal brand di un Consulente Finanziario o di una Business Coach.
Il mio cervello è sempre molto contento.
La prossima sfida è la continuità
Le entrate restano imprevedibili e possono variare molto da un mese all’altro. Pianificare bene ed essere flessibili resta fondamentale.
Il mio obiettivo ora è sviluppare collaborazioni più durature e percorsi che diano maggiore continuità all’attività, mantenendo la qualità e la varietà dei progetti.
Ho vent’anni di esperienza alle spalle e un’attività giovane davanti. Non si possono paragonare e serve darsi il giusto tempo: sto costruendo le condizioni perché possa crescere e durare. E questo vale per le tante donne (e uomini) che hanno il coraggio di rimettersi in gioco: Rome wasn’t built in a day.
Dal corporate alla partita IVA: costruire un lavoro a propria misura: qual è la tua esperienza?
Stai ripensando il tuo percorso professionale?
Se stai avviando un’attività, cambiando ruolo o cercando nuovi clienti, può essere utile mettere a fuoco come proporre la tua esperienza.
Nel mio percorso di personal branding lavoriamo sul valore che puoi offrire, sul pubblico a cui rivolgerti e sul modo di comunicare ciò che ti rende riconoscibile e unico.
Scrivimi per raccontarmi da dove parti e che cosa vuoi costruire.
Sono Atena Manca, consulente di marketing e brand strategist, con vent’anni di esperienza nel marketing di aziende come L’Oréal, Prénatal, Candy, Hoover e Haier. Oggi affianco imprese e professionisti e mi occupo di formazione e personal branding. Su Madonnager.it racconto lavoro, leadership e vita da mamma, con un po’ di ironia. Restiamo in contatto su Instagram: @madonnager_it.
*Spunto e dati: Alessandra Lomonaco, “Dal posto fisso alla partita Iva: cosa spinge le donne a tendere verso il lavoro autonomo”, Il Fatto Quotidiano, 30 settembre 2026. L’indagine Fiscozen citata riguarda il campione indicato.
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