Festeggiare l’anniversario sul lago d’Orta

Festeggiare l’anniversario sul lago d’Orta

Festeggiare l’anniversario sul lago d’Orta è stata un’ottima idea. 10 anni, primo grande traguardo!

All’inizio doveva essere una settimana da soli a Santorini. Poi c’è stata una pandemia globale.

Allora abbiamo pensato a un week end lungo alle 5 terre, ma la settimana prima abbiamo disdetto perché tra il poterci arrivare solo in treno e la calca di gente, non ce la siamo sentita. I numeri di contagiati in zona era in aumento agli inizi di settembre.

Prima che il progetto diventasse “gita in giornata a Pessano con Bornago”, abbiamo prenotato all’ultimo sul lago d’Orta, anche perché di strada per poi andare a recuperare i bambini (ospiti che non sarebbero stati graditi nel nostro tête à tête), rimasti con i nonni in Piemonte.

Nonostante non fosse quindi la primissima scelta, devo dire che il lago è sempre una cornice incantevole (per altro ci siamo sposati sul lago!). Quello d’Orta, in provincia di Novara, è molto romantico, la presenza dell’isola di San Giulio aiuta certamente a creare l’atmosfera.

Ci siamo presi un venerdì di ferie e abbiamo scelto l’Hotel San Rocco, proprio sulla riva e nel paese di Orta San Giulio, appartenente al circuito dei Borghi più belli di Italia. Effettivamente è una bomboniera, come la mia amata Finalborgo (la parte medievale di Finale Ligure) che fa parte dello stesso club.

Il primo giorno, prima del check in, abbiamo visitato la sponda opposta del lago, salendo fino al santuario di Santa Maria del Sasso. Una vista mozzafiato.

Poi ci siamo spostati verso l’hotel dove abbiamo passato un pomeriggio di relax in piscina, chi leggendo, chi facendo il bagno nel lago. Una diapositiva illustrerà chi ha fatto cosa. Ma non c’erano dubbi, a malapena mi butto nel mare a Ferragosto. Che vecchia noiosa carampana.

La sera avevamo provato a prenotare ingenuamente (con una sola settimana di anticipo) al ristorante di Cannavacciuolo, mettendoci in lista di attesa. Più concretamente avevamo bloccato un tavolo anche nel ristorante dell’hotel dove abbiamo poi di fatto cenato benissimo e fatto anche aperitivo al tramonto. Serata meravigliosa.

Il giorno dopo abbiamo visitato il Sacro Monte, facendo una piacevole passeggiata per arrivarci e spiando le ville incredibili della zona, tra cui la famosa Crispi dove c’è il ristorante di Antonino. Essendo un po’ lontana dal borgo, penso che anche a chi prenoti per tempo al ristorante convenga poi pernottare sul lago.

Se il dito indica il cielo…

Cosa essere il Sacro Monte? L’ING l’ha ribattezzato “parco divertimenti a tema religioso” e mi sembra una buona definizione. Sono 21 cappelle tutte dedicate a San Francesco, affrescate o arredate con statue che ne raccontano la vita. Patrimonio dell’umanità. Bella soprattutto la vista che si gode dalla collina.

Poi ci siamo spostati sull’ Isola di San Giulio, con una barca che traghetta i turisti dal porticciolo della piazza di Orta. Abbiamo fatto un giro e visitato la basilica con i suoi splendidi affreschi (vedi foto sopra). A pranzo avevamo prenotato nell’ unico ristorante dell’isola, molto bello in termini di location, abbastanza deludente nella cucina. Quel che va detto, va detto. Abbiamo rimediato abbondantemente la sera nello stellato “La locanda di Orta” raggiungibile velocemente a piedi dall’hotel (meno male perché avevo sfoderato un tacco da grande occasione che giaceva ormai impolverato sullo scaffale), dove abbiamo con coraggio ordinato un menù da 7 portate, ognuna accompagnata da un vino diverso. Only the brave.

Pensavo di alzarmi il giorno dopo con un cerchio in acciaio inox alla testa e una pesante sbornia da smaltire. Sarebbe stato un brutto ricordo di questo anniversario sul lago d’Orta. Invece la sommelier ha abbinato i vini in modo talmente eccellente che non abbiamo avuto ripercussioni. Tra i piatti, le tagliatelle di pasta fresca ai 36 (36!non uno di più, non uno di meno) tuorli con ragù di anatra e arancia, annaffiate con una crema di fois gras, meritano una menzione speciale. Un saluto e un ringraziamento al nostro fegato.

Complimenti allo chef! Un po’ meno ai pedanti camerieri (ma non è colpa loro, li dipingono così) che declamano ogni piatto tronfi, impettiti e con il tono di voce alto e impostato di un bambino costretto a recitare la poesia di Natale davanti agli zii. “Ed ecco la capasanta che voleva essere gratinata!”

“Presentiamo ora la sensazione di calamaro ripieno!” (tutto vero, scrivono proprio queste supercazzole nei menù, adoro).

In ogni caso approvato a pieni voti, davvero un piacere per la vista e il palato. Direi che bastava il menù da 5 portate, è stata un po’ una maratona arrivare fino alla fine.

La mattina dopo siamo ripartiti per andare a recuperare i due principali risultati di questo matrimonio. Game over. Con la promessa di dedicarci presto un altro week end romantico perché ricarica davvero, fa bene e riconnette le povere coppie costantemente stressate dal logorio frenetico della quotidianità.

Festeggiare l’anniversario sul lago d’Orta (o qualsiasi altra occasione romantica) è quindi il consiglio non richiesto che mi sento di darvi oggi.

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