Festeggiamo la festa della mamma: buone notizie per le lavoratrici!

Festeggiamo la festa della mamma: buone notizie per le lavoratrici!

Festeggiamo la festa della mamma con delle buone notizie: i figli delle mamme che lavorano crescono bene e… felici. Abbiamo degli studi a supporto. Visto che di recente il Corriere della sera ha pubblicato i risultati davvero sconcertanti di un’indagine su genitori e cura dei figli (Italia vs Danimarca, ora capite perchè nutro una certa stima per i Paesi Scandinavi?), è bene ri-sottolineare alcune scoperte.

Lo premetto subito perché è sempre un po’ delicato trattare questi temi ed è facile toccare dei tasti dolenti. Mamme che non lavorate, qui non stiamo facendo guerra o paragoni. Voi avete altri ca… ehm problemi da gestire, lo sappiamo. E’ comunque dura. Solidarietà. Tanta.

Io però non è che posso difendere tutte le cause! Le Madonnager e in generale le mamme che lavorano, vivono nel costante senso di colpa. Tra i più diffusi secondo uno studio condotto da Groupon:

  1. Sentirsi esauste quando si passa del tempo con i propri figli
  2. Essere sempre di fretta e di corsa
  3. Passare troppo poco tempo insieme
  4. Dispiacersi per il peso arrecato ai nonni
  5. Avere paura di lasciarli troppo tempo davanti a TV e schermi
  6. Pensare di spendere troppo tra doposcuola e centro estivo
  7. … quelli personali che ognuna di noi ha

Normale nutrire dei dubbi sull’impatto di tutto questo sui nostri figli.

Ebbene Signore, l’Harvard Business School, quindi non proprio l’ultima delle fonti meno attendibili, in uno studio condotto su 24 Paesi, attesta che i bambini di madri lavoratrici… crescono bene. Già nel 2015 era emerso che le figlie di donne occupate avevano migliori prospettive di carriera e salari maggiori delle figlie di donne non lavoratrici. Ora scopriamo che crescono anche felici!

Quindi forse è la volta buona di sbarazzarsi almeno di questo fardello psicologico che certo non ci aiuta.

Ricordiamoci però che non lavoriamo per crescere figli felici, eh.

Lavoriamo per una necessità economica. E per quelle che ne hanno ambizione e privilegio, anche per potersi realizzare pure al di fuori della sfera casalinga.

In ogni caso la scelta tra lavorare e non lavorare deve essere dettata dal fatto che una abbia bisogno o voglia farlo, non perché crede che ciò arrechi dei danni ai bambini. Perché questo ormai è un mito sfatato. Vogliamo tutti pensare che le interviste del Corriere siano state fatte su un campione di età avanzata… Ed è vietato permettere agli altri di farci sentire ulteriormente in colpa perché ambiamo anche ad una soddisfazione professionale.

L’impatto delle madri lavoratrici sulle figlie femmine è il seguente.

  1. Hanno 1,21 volte in più di probabilità di essere assunte
  2. Hanno 1,29 volte in più di probabilità di gestire un team
  3. Spendono in media 44 minuti in più di lavoro a settimana
  4. Hanno delle entrate annuali maggiori

Non so se questo consoli o meno. Personalmente non ho mai avuto dubbi che il mio lavoro potesse influire sulla felicità dei miei bambini. Sono figlia di una madre che ha sempre lavorato, per molti anni in aziende della cosmetica (da dove deriva tutta questa passione per trucchi e parrucchi, secondo voi?). Era nelle vendite, coordinava un team di persone, era sempre elegante ed impeccabile. Ed era brava, ha vinto diversi premi (vacanze, gioielli…). L’ho sempre ammirata per questo. Poi negli ultimi anni di lavoro c’è stato un crescendo di stress, questo lo ricordo. Ha avuto sicuramente altre pecche (pensavi di averla fatta franca, eh mamma? Ma quale figlia femmina non ha da ridire sulla propria madre e viceversa?). Di sicuro però non certo perché lavorasse!

Un altro scatto di mia madre risalente ai fantastici ed eccessivi anni ’80-’90. Certe spalline…

Sapere che il suo lavoro non mi ha di certo danneggiato come persona, anzi, mi fa affrontare il mio con maggiore serenità. La mamma è unica, inimitabile, insostituibile. I bambini che frequentano più persone oltre ai propri genitori, come le nonne, le zie, le baby sitter però, hanno anche più occasioni e opportunità di imparare altri punti di vista, altre competenze. Questo non può certo essere un male!

Dalla nostra baby-sitter, ad esempio, mio figlio ha imparato a giocare a scacchi. Ha trasmesso ad entrambi ancora più amore per frutta e verdura (è vegana) e insegnato loro diversi trucchetti come ad esempio mettere dello zucchero nei fiori per farli durare di più! (Non ho verificato l’attendibilità di questa ultima affermazione).

Insomma mamme: ci facciamo davvero in quattro per loro, anche se lavoriamo. Lo sanno. Sanno quanto bene vogliamo loro. Festeggiamo la festa della mamma oggi con questa consapevolezza. Per vostra informazione persino tutti i figli delle top manager del mondo, intervistati per un’altra ricerca una volta cresciuti, non hanno avuto da recriminare e anzi come consiglio alle altre donne lavoratrici hanno risposto “Rilassatevi, state facendo alla grande!”

Ho deciso di raccontare questo punto di vista, ma chiunque abbia una mamma o sia una mamma sa che si meritano tutte, ci meritiamo tutte, un’enorme pacca sulla spalla oggi. E’ dura ma… che soddisfazione.

Festeggiamo la festa della mamma quindi con il massimo del rispetto, l’una per l’altra. Sappiamo tutte cosa vuol dire!

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