Le rinunce a causa del Coronavirus

Le rinunce a causa del Coronavirus

Le rinunce a causa del Coronavirus sono tantissime. Alla libertà, alla serenità, alla prospettiva di un futuro certo. Nei casi peggiori… ai nostri cari. A concentrarsi sui massimi sistemi si rischia di impazzire. Poi scendendo a livello micro ognuno di noi ha le sue personali mancate opportunità.

Ecco i programmi che sono saltati a me personalmente a causa del COVID fino ad ora.

1.Week end a Genova con famiglia e amici per vedere l’acquario.

La cosa divertente è che questo fine settimana era stato organizzato per recuperare il fatto di avere acquistato i biglietti (aperti) l’anno scorso, essere andati a Genova in auto, aver fatto due ore e mezzo di coda per entrare in città, non aver trovato parcheggio ed essere tornati indietro con la coda tra le gambe. Pazzesco. Si vede che non è proprio destino.

2. Shopping per la primavera 2020

Questa giacca e questa camicia rappresentano il primo e ultimo shopping fatto pre grande ritirata casalinga. Le ho messe per la foto e per far fare un giro fuori dall’armadio… A imperitura memoria di quello che sarebbe potuto essere. Speriamo che lo stile di questa mancata primavera si riproponga l’anno prossimo. Ci aggiungo questo set meraviglioso di ombretti Naked, acquistato abboccando all’ennesima offerta imperdibile e arrivato a casa proprio 2 giorni dopo che abbiamo iniziato con la quarantena.

Confesso che lo sto usando lo stesso. Mi sono praticamente sempre curata anche restando a casa. Se pensate che sia matta l’ho trovato tra i consigli per uno smart working proficuo in diversi articoli. “Dress the part” ossia anche se sei a casa, atteggiati come fossi in ufficio. Come se avessi bisogno di una scusa per truccarmi. Tzè

3. Festa di compleanno di mio figlio.

Non c’era in programma nulla di speciale ma avremmo preferito poter festeggiare almeno con i nonni, gli zii e i cugini oltre che a scuola con gli amichetti. Ci siamo ritrovati noi 4 con sei candeline, tante chiamate e un video con tutti gli auguri degli amichetti montati insieme, emozionandoci comunque tanto.

4.Week end con le amiche a Londra.

Due tra le mie amiche del cuore vivono lontano da me. Una in Lussemburgo, una in Germania. Fantasticavamo da almeno un paio di anni su questa reunion da sole, difficilissima da organizzare tra impegni di lavoro e figli piccoli. Ci eravamo finalmente riuscite prenotando per i primi di giugno. Tecnicamente non è ancora passato ma sappiamo già che è impossibile che possa succedere.  

5.I miei corsi di Pilates e Body Flying

Pratico due attività che richiedono attrezzature non proprio tenibili a casa. A meno che una non sia una soubrette o una circense. In questo periodo quindi non sto praticamente facendo nulla, anche se abbiamo comunque fatto un paio di sessioni telematiche di stretching e ginnastica con una delle insegnanti, giusto per non perdere il ritmo. In tutto questo INCREDIBILMENTE non ho ancora messo su un etto. Stare a casa con la supervisione alimentare dell’ING ha dei benefici sul peso forma che avevo sottovalutato. In ogni caso mi sono comprata una cyclette molto anni ’80 per evitare di atrofizzare i muscoli del tutto. Ora devo prendermi un body fuxia e i confetti Falqui per riuscire a calarmi veramente nella parte.

Basta, non mi viene in mente altro! Non trovate sia tutto di una superficialità imbarazzante? La verità è che non è niente di tragico. Niente di così imperdibile che non si possa riprogrammare o recuperare in altri periodi.

La vera e unica perdita che non si potrà più rivivere è questo ultimo periodo di infanzia e spensieratezza della scuola materna di mio figlio maggiore.  A settembre si ritroverà (e chissà con che modalità) alla scuola elementare. Ecco questa è l’unica cosa che mi dispiace davvero. Ma non è solo, questa esperienza accomuna tutti i suoi amici e coetanei. Avranno tutti lo stesso ricordo. E sarà meno strano.

In definitiva ciò che fa male da tanto è ingiusto… è pensare alle persone che si sono ammalate e non ce l’hanno fatta. Questo si che è davvero irrecuperabile, per questo ho deciso di non lamentarmi più di nulla.

Le rinunce a causa del Coronavirus ce le recupereremo tutte, anche il lavoro, per quelli che sono stati o saranno danneggiati, magari con altre modalità. Aggiustando qualche coccio o cambiando qualche pezzo del puzzle della nostra vita. Ma tutti molto più consapevoli del suo valore e di quanto ci sia costato rinunciarci per un po’.

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2 commenti su “Le rinunce a causa del Coronavirus

  1. Beh dai però nelle due ore di coda a Genova ti sei scofanata tutta la focaccia prevista per il pranzo hehehe. Per Londra mi si spezza il cuore, ma ci rifaremo, lo giuro.

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