Vacanze in Alto Adige: diario semiserio di una settimana di “ferie”

Vacanze in Alto Adige: diario semiserio di una settimana di “ferie”

Vacanze in Alto Adige, Val Gardena: non so in quanti leggerete questo articolo, tutto sommato che ve ne frega, in ogni caso mi piace l’idea di tenere traccia di questi giorni a imperitura memoria.

Dunque da dove iniziamo? Dalla scelta di aderire al programma “vacanza in famiglia” con suoceri, cognati e nipoti. Formula ormai collaudata, ci piace passare del tempo tutti insieme. E’così che si costruiscono i ricordi migliori dell’infanzia. Se penso ai miei, i più cari e dolci sono quelli legati alle estati in Liguria con nonna, zie e cugini. E poi siamo un’allegra armata Brancaleone quando siamo tutti insieme!

L’ING circondato da figli, nipoti e amichetti.

Alto Adige come meta? Abbastanza inconsueta per noi quattro (neanche poi tanto: ho fatto grandissime sciate e qualche estate nella zona). Ma in generale non eravamo mai stati in vacanza in montagna con entrambi i bambini, quindi tutti super entusiasti della novità. Anche se avevamo sottovalutato una questione: il nostro DNA.

Il cambio di aria quest’anno, complice l’anno terribilis alle spalle e le origini NON altoatesine, ci hanno fatto passare un inizio di vacanza surreale.

Abbiamo fatto un battesimo in scioltezza con caduta da altalena, puntura di ape e febbre a 37,8 della piccola la prima sera. Per fortuna il pericolo COVID è stato scongiurato subito: dopo qualche ora di sonno era sfebbrata e saltava come un fringuello. Sarà stata la reazione alla puntura. Per tenerle compagnia mi sono fatta pungere anche io (nota mentale: le Havaianas sui prati montani non sono una buona idea).

L’ING ha reagito al cambio di regione con una serie di 36 starnuti a botta. Non abbiamo capito se fosse allergia o raffreddore, ma praticamente i primi giorni ci siamo accompagnati con un trombone alpino. Inoltre, dopo la prima passeggiata, ha sviluppato una fantastica vescica su un piede perché (si è accorto poi) gli hanno venduto da Decathlon una coppia di scarponcini di due numeri diversi. Male male.

In primo piano il nuovo paio acquistato in loco.

La sottoscritta (stranamente) ha avuto mal di gola e cervicale in fiamme fissa dall’arrivo (calo di tensione?) fino al momento Kamikaze in cui ha deciso di correre contro a una vetrata trasparente dell’albergo in direzione accappatoio, rimbalzare nella piscina all’indietro e procurarsi un mezzo trauma cranico, spostando così il fastidio in un’altra parte del corpo. Una strategia degna di nota.

L’imponente Sasso Lungo visto dall’Alpe di Siusi.

Meno male che tra un attentato alla vita e l’altro abbiamo avuto modo di vedere tra i panorami più mozzafiato del mondo. Le Dolomiti, patrimonio dell’UNESCO: davvero uno spettacolo della natura e degne della loro fama. E anche dei prezzi salati di tutti gli impianti di risalita. Dopo colazioni da campioni a base di salmone, affettati, uova, Würstel e centrifugati, abbiamo fatto delle passeggiate molto suggestive nei paraggi di Ortisei, intervallate da capricci micidiali della nostra bambina. Se girava male, si piantava come un mulo, con urla belluine (ci aveva illuso un mese fa con una camminata di due ore tra salita e discesa, senza fare una piega). In tutto questo il nostro carico calorico finiva non consumato adeguatamente.

Sit In di protesta della Leader della rivolta dei “Cul de pedra”.

Ho fatto interessanti dissertazioni con gente esperta di montagna che commentava quanto fosse tutto normale, che anche i loro figli… Sapessimo cosa gli avevano fatto passare negli anni!

Parlando con una coppia poi, ho scoperto che mia figlia ha una personalità forte e dovrò fare attenzione in adolescenza. Molto probabilmente, a loro insindacabile giudizio, sarà una grande leader.

Anvedi cosa ci vede la gente di fronte a una scenata isterica...

Il momento di maggiore soddisfazione delle vacanze in Alto Adige per lei sono stati i giri sul pony dove le è comparso un sorriso enorme da orecchia a orecchia. E poi era sempre molto interessata all’idea di prendere la “FERROVIA” (ndr funivia) per tornare “all’albergus”. (Da quando è stata al campus ha il vezzo di latinizzare molte parole).

Al Monte Pana organizzano brevi giri a cavallo, anche per i più piccoli.

Tirando la riga, l’unico che si è distinto per NORMALITÀ’ è mio figlio. Non ha combinato nulla di strano, tranne quella volta che al rifugio in quota ha urlato al padre se gli allungava 50 euro per giocare a biliardino con un amichetto, suscitando reazioni di grande ilarità in tutto il pubblico circostante. Avranno pensato fosse il figlio di Briatore.

Bellissimo l’hotel dove abbiamo soggiornato, Albion, proprio sopra Ortisei. Cucina eccellente (speck e canederli in tutte le salse, come prevedibile, ma anche altre specialità ottime). Una cantina molto ben fornita, con anche la possibilità di fare una degustazione dei migliori vini della zona. Abbiamo assaggiato un Müller-Thurgau, un Gewürztraminer, un Cabernet-Merlot e un Lagrein. (Ho dovuto cercarli tutti su Google per scriverli correttamente, una volta smaltita la sbornia).

Girando nella zona direi che comunque non c’è che l’imbarazzo della scelta. Penso non possano proprio deludere le vacanze in Alto Adige. Tutti gli hotel sono delle bomboniere, curate e gestite con amore. Si vede che è un turismo di alta qualità. In quasi tutti campeggia la scritta SPA. Anche nel nostro, a fine giornata, la possibilità di fare un bel bagno in piscina, con acqua calda, idromassaggio e sauna è stata davvero una coccola rilassante.

Come in ogni vacanza mi sono concessa anche un paio di massaggi. Sono finita nelle grinfie di Eva, la massaggiatrice sadica (la versione tetesca dell’estetista cinica), che mi ha ribaltato ogni parte del corpo, incarognendosi in particolare contro i miei piedi.

Mi sentivo una di quelle cinesi dalle estremità fasciate e deformate mentre mi manipolava (se non sapete di cosa blatero, ecco qua). Alla fine però, dopo avermi tirato collo, braccia e schiaffeggiato ovunque, ero davvero rinata. Giusto in tempo per la fine delle vacanze! La benedico tutt’ora in cuor mio.

Prima di ritornare al grigio ovile brianzolo, siamo riusciti anche a visitare Ortisei, Selva e Castelrotto, località amene della zona, in quest’ultima rivedendo con sommo piacere una ex collega che ha scelto di fare vacanze in Alto Adige a sua volta quest’anno. Era da anni che volevamo reincontrarci ed è stato più facile improvvisare la rimpatriata là.

Bello infine rientrare a casa con 5 valigie e due “sacchi ROM” (chiamiamo così le borse dell’ultimo secondo che si riempiono di cose a caso che non ci stanno più in nessun’altra valigia. Danno quel tocco di carovana Gipsy alla famiglia) e… accorgersi che è saltata la luce in nostra assenza e il frigo è spento , costringendoci a svuotare anche quello, oltre ai bagagli.

L’anno prossimo altro che vacanze in Alto Adige: tutti a Lourdes! Te le fanno pagare proprio le ferie… E meno male che non ha piovuto tutta la settimana come davano le previsioni!

E voi siete Team montagna o Team mare?

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